Visualizzazione post con etichetta Ingredienti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ingredienti. Mostra tutti i post

lunedì 16 febbraio 2015

Il cibo, amico della salute


Cucinare e bere del buon cibo e delle buone bevande richiede tanta pazienza. Come avrete immaginato, gironzolo spesso negli scaffali dei supermercati e non perdo occasione di aggiornarmi sui portali online. Ma ho scelto di rimettermi "sui banchi di scuola" e di studiare ancora un po'. I libri in fondo sono ancora una fonte preziosa di approfondimento e permettono di leggere autori professionali e autorevoli. Per cui mi sono fatta la tessera della biblioteca e ho cominciato a cercare libri sull'alimentazione e sullo stile di vita sano. Questa settimana ho finito alcuni manuali e vorrei condividere con voi le cose più importanti che ho imparato e scoperto.

L'alimentazione anti-cancro

Umberto Veronesi, ha dedicato la sua vita alla ricerca contro il cancro ed è fermamente convinto che una dieta sana possa prevenite tanti tipi di tumore
Vi dico solo che ho subito letto la prefazione di Umberto Veronesi, uno dei più importanti medici e ricercatori in materia oncologica. Da anni fa prevenzione raccontando a noi tutti quanto il cibo sia una vera medicina e possa prevenire molti tumori. Ma la domanda è questa: perché certi cibi provocano il cancro? come fanno? ecco, l'ho capito bene leggendo queste pagine...i cibi una volta entrati nel nostro corpo scatenano delle reazioni chimiche che a seconda di ciò che mangiamo possono rivelarsi molto dannose. I cibi ricchi di grassi, zuccheri e farine raffinate, ma anche quelli con i pesticidi e i conservanti, affaticano le nostre cellule, che si ritrovano a dover lavorare troppo, per smaltire, per depurare, per digerire. 

Il libro che ho letto, L'alimentazione anti-cancro, parla degli effetti che il cibo ha sulle nostre cellule. Certi alimenti infiammano le cellule che alla lunga ne risentono e si ammalano, si duplicano con degli errori nel Dna scatenando il cancro.
Alla lunga quindi si infiammano per il troppo lavoro e da quel momento in poi il loro comportamento si altera. Fanno fatica a respirare, a duplicarsi correttamente, a vivere bene insomma e di conseguenza anche noi ci ammaliamo. Iniziamo a sentire i "dolori", come le nevralgie, i reumatismi, i bruciori muscolari; tutti fastidi che sono indice di un'alimentazione troppo ricca di sostanze infiammanti. E sono: la carne (soprattutto la carne rossa); le farine e gli zuccheri raffinati; i grassi animali; il mangiare troppo in generale, perché sovraccarica il metabolismo. Ci sono invece cibi che contengono sostanze che rafforzano il nostro corpo e aumentano le probabilità di non ammalarsi di cancro

Una tabella tratta dal libro: qui trovate la lista dei cibi capaci di prevenire i tumori. Mangiatene e bevetene più che potete!
E sono: cavolini di Bruxelles, broccoli e aglio; ma anche la soia, i semi di lino e il cioccolato. Ma non bisogna spaventarsi e smettere di mangiare i cibi che amiamo di più: basta ridurre la quantità e creare i giusti abbinamenti, nel senso che se mangiate una bistecca di carne rossa (ogni tanto si può godere tranquillamente e anche io la mangio, anche se preferisco la carne bianca) bisogna accompagnarla da cibi basici, cioè disinfiammanti, come una bella insalata, la frutta, cibi ricchi di fibre. In pratica il trucco è questo: i cibi grassi e la carne acidificano il sangue e infiammano le cellule per cui quando li mangiate abbinate due terzi di cibi basici (verdura, frutta, integrali, semi), che contengono il danno e aiutano il corpo a reagire bene ai contraccolpi.

Immunità, cibo e cervello

Immunità, cibo e cervello: indaga come la mente può influire sulla salute. Se solo pensate che più della metà di malati di cancro proviene da una depressione cronica è facile capire quanto stare bene dentro, coltivare pensieri positivi e stare all'aria aperta possa rinforzare il nostro sistema immunitario. 
Di questo libro mi aveva colpito il titolo. Credo molto nelle capacità della nostra mente; secondo me se pensiamo in maniera positiva riusciamo a stare meglio, ma adesso lo sta dimostrando anche la scienza. Quando mangiamo bene il nostro corpo è forte e sano; ma il solo mangiare non basta. occorre anche lavorare "di cervello" ovvero nutrire dei pensieri positivi, praticare la meditazione, rilassarsi e godere di una vita più slow. Parecchi studi hanno fatto notare che un alto numero di malati di cancro appartiene alla schiera dei depressi cronici, che erano in cura da psicologi da anni. Coltivare il malumore, avere costanti pensieri depressivi indebolisce il nostro sistema immunitario e ci rende deboli davanti alle malattie peggiorando ancora di più la nostra situazione. E' come un serpente che si morde la coda e l'unico modo per spezzare questa catena perversa è quello di modificare il nostro stile di vita partendo dalle cose più naturali e mettendo da parte pillole e comportamenti compulsivi come ingozzarsi a tavola e restare seduti sul divano di casa a guardare la televisione. 

Le discipline orientali, come il Tai chi, lo yoga, la meditazione, aiutano a ritemprare lo spirito e di conseguenza il nostro corpo
Uscite, prendete aria e sole, state a contatto di persone simpatiche e che vi vogliono bene; appena potete praticate sport e mangiate il cibo più sano e genuino che potete avere a disposizione. Questo libro mi ha poi confermato la grande valenza del Tai chi, che ho iniziato a fare da sette mesi: rafforza il corpo, la mente e lo spirito al punto da farti sentire carico di energia, proprio come mi sento io dopo la lezione col mio bravissimo maestro, che è una persona anziana ma giovane dentro e allegra. E' un senso di benessere generale che mi dura per giorni e giorni e mi ha (re)insegnato a respirare, a rientrare in contatto con le mie sensazioni corporee. Altrettanto vale per chi fa yoga, meditazione, e altre discipline orientali, frutto di una saggezza millenaria.

Rigenerarsi per riscoprire il piacere dei canali sensoriali

La dieta rigenerante: mangiare per detossinarci non è semplice, agli inizi infatti si soffre. Ma poi arrivano dei benefici straordinari: pancia piatta, pelle luminosa, umore alle stelle.
Il cibo ci permette di rimettere in moto tutto il corpo. Magari vi sentite stanchi, gonfi, apatici, allora provate a pensare a cosa state mangiando e vedrete che il vostro piatto piange! Cambiate regime alimentare allora: aggiungete il pesce e togliete la troppa carne; più frutta e verdura; provate la pasta e il pane integrale; al posto dello zucchero bianco usate quello bruno di canna o il miele; variate la dieta sperimentando le farine di riso, mais, grano saraceno, di patata. In questo modo abbasserete il tenore dell'insulina nel sangue, la percentuale di lieviti e glutine, e ci saranno anche meno calorie. Agli inizi delle dieta rigenerante soffrirete parecchio, è capitato anche a me. Le prime due settimane avevo spesso la nausea; mal di testa, ero nervosa, deboluccia. E sapete perché? perché dopo due o tre giorni che cominciate a mangiare meglio il corpo comincia a espellere le tossine e allora sono dolori! perché non vanno via subito, ci vogliono giorni interi e nel frattempo circolano nel sangue e negli organi. 

I cibi antiossidanti puliscono il sangue e gli organi interni regalandoci una salute di ferro 
Bisogna quindi spingere ancora di più, mangiando ancora più cibi antiossidanti in modo da non mollare. Poi bisogna bere molto, moltissimo. E fare esercizio fisico, per sudare e aiutare l'espulsione del "nemico". A distanza di due o tre settimane vi ritroverete con una pancia miracolosamente più piatta, pelle e capelli luminosi, un umore finalmente stabile ed energico. E' segno che vi state rigenerando. Addirittura una volta che siete passati alle farine integrali alternative (kamut, riso farro, mais ecc) il comune pane bianco vi sembrerà senza sapore mentre i dolci con lo zucchero bianco li sentirete subito stucchevoli e troppo dolci. In pratica i vostri sensi si accorgeranno finalmente degli eccessi dell'industria alimentare che cerca di vendervi cibi esagerati (esaltati con troppo sale, troppo zucchero) solo per rendervi "dipendenti" da quel cibo e vendervene sempre di più come farebbe un pusher che vi sta spacciando la droga.

Curare l'intestino

L'intestino è il nostro secondo cervello: se si ammala lui ne risente anche l'equilibrio mentale
Recenti studi hanno fatto una rivelazione pazzesca: l'intestino è il nostro secondo cervello. E' fatto di neuroni che comunicano con il cervello e quando si ammala può scatenare numerose malattie mentali (proprio come succede nel cervello). Ciò è dovuto al fatto che nel feto le stesse cellule che formeranno il cervello appartengono anche all'intestino embrionale e una volta che nasciamo questi due organi fratelli restano in contatto diretto per tutta la vita. Quindi prendersi cura del nostro intestino non solo ci permette di digerire meglio ma anche di garantirci l'equilibrio mentale. Il che non mi sembra poco. Un altro aspetto che mi è parso interessante è la questione dei batteri che popolano l'intestino: non tutti quelli che introduciamo con il cibo (o con gli integratori) sono importanti. 

Ecco la tabella dei batteri buoni, i cosìdetti probiotici, che rinforzano le funzionalità dell'intestino: sono l'acidophilus e i bifidobatteri, oltre ai più comuni fermenti lattici vivi
Quelli che veramente contano sono di due ceppi: il lactobacillus acidophilus e i bifidobatteri, che funzionano da veri probiotici, cioè rinforzano l'intestino che non farà passare dai suoi villi le sostanze nocive provenienti dalla digestione. In pratica lo corazzano a dovere! Quindi se avete bisogno di un rinforzo, scegliete yogurt e integratori che non contengono soltanto fermenti lattici vivi (che hanno le vitamine per carità e male di certo non fanno) ma che abbiano anche quei due, acidophilus e bifidobatteri. Una nota la aggiungo anche per chi come me soffre di intolleranza al lattosio, o per le persone che soffrono spesso di cistiti, candida, coliti: usate spesso integratori e yogurt arricchiti di questi due ceppi di batteri, sono un toccasana e riescono spesso a curare e prevenire il problema talvolta senza l'intervento di antibiotici o altri farmaci aggressivi. 

Per chi vuole approfondire ancora un attimo: l'importanza dello yogurt e come va scelto se si vuole rinforzare l'intestino.



(Photo credits to: Juliette, Dan Bruell from Flickr.com) 
   

giovedì 4 dicembre 2014

Guida alla spesa bio: Coop



Oggi vorrei cominciare una rubrica che credo possa rivelarsi utile per chi come me ama mangiare cibi bio ma a volte si chiede dove trovarli. Da diversi mesi giro per gli scaffali di qualsiasi supermercato per vedere, trovare e provare poiché mi rendo perfettamente conto quanto sia difficile scovare queste novità tra una miriade di prodotti che sembrano tutti uguali. Il tempo che abbiamo a disposizione per fare la spesa poi è sempre poco e la fretta non ci aiuta a trovare le cose che desideriamo provare e la routine alimentare finisce per avere la meglio. Ecco quindi una mini-guida ai supermercati che dedicano spazio al bio e ai cibi di alta qualità. In questo post cominciamo con la Coop dove sono stata l'altro giorno...




La Coop ha diverse linee alimentari che si possono identificare abbastanza facilmente. La linea Vivi Verde è una gamma vastissima (che sta crescendo a vista d'occhio) che vanta un reparto a sé in cui si allineano ogni tipo di ingrediente o cibo confezionato rigorosamente certificato bio. Si riconoscono per il tipico colore verde brillante e la scritta in corsivo Vivi Verde e vengono venduti a un prezzo medio. Le loro caratteristiche sono:


  • Hanno il logo europeo dell'agricoltura e dell'allevamento certificati per cui sono prodotti secondo il rispetto della biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali e il benessere degli animali;
  • Hanno detto NO ai grassi tropicali (vedi grasso di palma e cocco) e agli aromi artificiali;
  • Sono realizzati tenendo conto di un basso impatto ambientale;
  •  Escludono gli OGM;
  • Non prevedono fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi chimica per la loro produzione;
  • Vietano ogni trattamento post raccolta come l'antimuffa sugli agrumi che poi rende la scorza non edibile;
  • Rispetto per gli animali: nel loro mangime non vengono aggiunti antibiotici o farmaci e le galline razzolano all'aperto;
  • Sono sottoposti a controlli continui compiuti da enti di controllo autorizzati dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
Linea Vivi Verde Coop: marmellate, cereali

Linea Vivi Verde Coop: farine, passate di pomodoro

Linea Vivi Verde Coop: biscotti

Linea Vivi Verde Coop: succhi di frutta

Le linee di prodotto sono davvero tante. Sulle farine per esempio c'è solo l'imbarazzo della scelta. C'è la classica farina 00, al farro, al kamut, integrale, e molti sono i preparati per fare il pane in casa come il pane nero coi semi di girasole e quello ai 5 cereali. La pasta prevede spaghetti, penne, fusilli e altri tipi (anche per fare brodi e minestroni) che passano dal bio al kamut e all'integrale. Idem per il riso. Io li ho assaggiati tutti e posso dire che sono molto saporiti e parecchio digeribili. Stesso discorso vale per i biscotti, le brioche, le marmellate e le bevande come i succhi di frutta o i the/tisane. 

Reparto frigo Senza Glutine della Coop
Se ci spostiamo nei reparti frigo vendono anche la carne (anche se qui la scelta è ancora poca e i prezzi non sono tanto bassi), mentre sul surgelato mi ha incuriosito la pizza al kamut e tutta la linea per i vegani/vegetariani come le cotolette al tofu che sicuramente proverò (io non sono vegetariana ma amo sperimentare sapori nuovi). Scaffali appositi segnalano anche i cibi adatti ai celiaci sia per la merce confezionata che per i surgelati. Infine il reparto frutta e verdura ha un suo angolo bio anche se mi è sembrato ci fosse poca scelta e alcuni frutti erano già troppo maturi quindi su questo fronte si può fare di più. 

Scaffale Benessere con cibi bio di marche di qualità

Tanti marchi famosi accanto alla linea bio della Coop

Folta linea per i celiaci con marchi specializzati
Oltre ai prodotti a marchio Vivi verde Coop, in questi stessi reparti, ci sono anche i "cugini" di altri marchi che ampliano l'offerta, per esempio è qui che ho scoperto la pasta al farro Poggio del Farro che è stato amore al primo assaggio! Si tratta di marchi di spicco come la De Cecco (che ha una linea di pasta al kamut), Alce Nero (che fa dei biscotti deliziosi!) e Valsoia (per le bevande senza lattosio e senza OGM).


Linea Fiorfiore Coop con prodotti italiani Doc e Dop

Dolci tipici regionali della linea Fiorfiore
Una piccola nota la meritano anche i cibi delle linee Fiorfiore e Solidal. Fiorfiore propone cibi della tradizione gastronomica italiana, per cui per quanto non strettamente bio, rientra nel felice gruppo dei cibi caserecci, frutto di antica sapienza e storia di qualità. Infatti come già dicevo non sono una pazza fanatica del bio, amo mangiare ciò che è buono e sano e proviene anche da ricette del nostro straordinario patrimonio alimentare italiano di cui dobbiamo andare fieri! Nella linea Fiofiore quindi si da attenzione al territorio per cui si può trovare la pasta di semola di Gragnano, il pesto al basilico genovese Dop, la pizza con mozzarella di bufala campana, il croccante della Sicilia. Diciamo che è un viaggio dentro i sapori d'Italia! 


Sul versante più mondiale invece figura la linea Solidal, ovvero i prodotti del commercio equo-solidale che aiuta i piccoli produttori dei paesi in via di sviluppo. Per chi ancora non conoscesse questi prodotti non fatevi ingannare dalla frase "paesi in via di sviluppo"...pensando che magari si tratta di materie prime più scadenti. Per mia esperienza è esattamente il contrario! Se assaggiate il cacao, il caffé, il cioccolato, il the, il riso del commercio equo-solidale non tornate più indietro perché sono buonissimi! Io per esempio ho il the verde deteinato solidal Coop e non mi stanca mai tanto è leggero e aromatico. Si vede che viene dall'India perché laggiù sono esperti da secoli di erbe e infusi e anzi, in materia, hanno tanto da insegnarci. Quindi fidatevi e provate qualcosa. Nei prossimi post farò alcune recensioni dei prodotti che ho comprato di recente. 

Il biologico ormai è alla portata di tutti
Per concludere posso dire che sono molto contenta che nei supermercati sia arrivato il biologico e che la scelta stia diventando così ampia e i prezzi sempre più abbordabili. Questo è il segno che ormai mangiare con criteri di scelta consapevoli non è più una moda ma sta diventando un'abitudine buona e consolidata.  

Passato di verdure

...che scalda l'anima...

mercoledì 26 novembre 2014

Cosa c'è di meglio nel biologico



Secondo gli esperti di nutrizione e medicina naturale il cibo biologico contiene delle proprietà che fanno bene alla salute oppure, al contrario, non ha quelle sostanze tossiche che inquinano il nostro sangue. Le più importanti virtù sono queste:

  • Le proprietà nutritive: poichè è un cibo meno manipolato e non è trattato chimicamente con fertilizzanti, pesticidi, conservanti e coloranti è chiaro che i suoi nutrienti rimangono quasi inalterati e quindi ci nutrono meglio dandoci maggiori quantità di minerali, fibre e vitamine;
  • Non ci intossicano coi pesticidi: alcune classi di pesticidi (tra cui gli organofosfati che durante la prima guerra mondiale vennero usati come gas nervino) sono in grado di intaccare le cellule nervose del cervello e di intossicarle, quindi potete immaginare voi le conseguenze...; 
  • No Ogm: altra virtù che tutto il mondo bio esclude per legge i cibi geneticamente modificati di cui si sa ancora poco o nulla. La scienza non ha ancora dimostrato che i cibi Ogm non fanno male, per cui a noi toccherebbe fare da cavie...e mi dispiace ma non me la sento proprio, grazie! Inoltre quasi un quarto dei semi modificati sono "progettati" per prodursi da soli i pesticidi in modo da risultare più resistenti (ed economici), il doppio problema è che emanano tali pesticidi anche una volta entrati dentro il nostro corpo, che poverello verrebbe intossicato all'ennesima potenza! Io dico no!
  • Il sapore: le cose genuine si sa sono più buone per cui c'è poco da dire, un cibo bio nella maggioranza dei casi (ma non sempre, eh!) sa di cibo vero, ha un ottimo profumo, soddisfa alla grande le papille gustative;
  • Rischio cancro ridotto: il cibo bio è più grezzo, poco o per niente raffinato (zuccheri e farine sono nella forma integrale) quindi non provoca un eccesso di infiammazione cellulare (ne parlerò meglio in uno dei prossimi post). E' pulito da sostanze chimiche quali appunto erbicidi e insetticidi che è risaputo essere cancerogene e sarebbe meglio evitare il più possibile;
  • Bambini: i piccoli che crescono oggi sono esposti a grandi quantità di sostanze inquinanti e il cibo in vendita non è sempre adatto alla loro crescita. I bambini hanno bisogno di cibi con molti nutrienti per crescere bene e allo stesso tempo sono fragili e reagiscono male alle tossine e agli inquinanti perché il loro sistema immunitario non è ancora perfettamente formato. Quindi non c'è niente di meglio che un'alimentazione biologica, almeno al 50-60% sul totale così da mantenere alta la qualità dei loro pasti;
  • Gli agricoltori sani: studi compiuti in America hanno registrato una quantità crescente di agricoltori che si ammala di Parkinson che è una malattia neurologica. E dal momento che queste persone stanno ogni giorno a contatto coi pesticidi viene da pensare che il bio è meglio anche per loro!

  • I piccoli vincono: le piccole aziende agricole, sia nei paesi occidentali (come da noi in Sicilia e Sardegna), sia nei paesi in via di sviluppo (come il caso del commercio equo-solidale), stanno puntando molto sul biologico, e incoraggiarle con degli acquisti mirati si dimostra un gesto etico e intelligente da parte nostra;
  • Testato: il cibo bio è certificato e testato prima di entrare in commercio; mentre per i cibi ogm (che ormai sono sempre di più anche se non ce ne accorgiamo) non si può dire la stessa cosa, anzi le ricerche sulla loro tossicità sono in alto mare dato che sono di recente introduzione;
  • Biodiversità: come facevano gli antichi, il bio usa la rotazione delle colture, ovvero per un certo periodo di tempo coltiva un tipo di pianta e poi, nello stesso terreno,  passa alla coltivazione di un'altra e così via; in questo modo il terreno rimane fertile e viene rispettata la biodiversità che è alla base della vita sul pianeta. Meglio di così!


(Photo Credits: Egoten, Korafotomorgana, Dr. Wendy Longo, Ann Karp, Bill Barber, from Flickr.com)

martedì 25 novembre 2014

Il kamut, antico e brevettato



Alcuni appassionati del biologico o semplicemente i curiosi dei sapori nuovi hanno già sentito parlare del kamut. Si tratta di una varietà di grano da cui si ricava una farina adatta a tantissime preparazioni, come il pane, i dolci, la pasta. Prima di tutto occorre specificare di che si tratta esattamente. Come si può notare dalle confezioni accanto alla parola Kamut c'è un pallino con la lettera R che sta a significare che si tratta di un marchio registrato. Infatti il nome Kamut è quello commerciale di un tipo di grano che viene prodotto esclusivamente da un'azienda americana di proprietà della famiglia Quinn che proviene dallo stato del Montana. Il nome dell'azienda è appunto Kamut e i loro prodotti sono omonimi. 


Di cosa è fatto dunque questo kamut? è un tipo di grano che in natura prende il nome di Khorasan, nato in epoche molto antiche nella regione più orientale dell'Iran (che indovinate come si chiama? eh già, Khorasan). Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: come è arrivato questa pianta dall'Iran agli Stati Uniti e perché poi dal semplice grano khorasan si è passati al Kamut come marchio? ecco la risposta numero uno: nel 1949 un aviatore americano di nome Earl Deadman che si trovava in missione in Portogallo riceve 32 enormi chicchi di grano da un collega che era appena tornato dall'Egitto (altra regione medio-orientale dove è parecchio diffuso il khorasan).  


Earl, vecchia volpe fiuta la novità, e manda quei bei chicchi per posta a suo padre, nel Montana (chissà quanto ci hanno messo ad arrivare!). La famiglia comincia quindi a coltivare questo grano ma in verità la strada per il suo successo è ancora molto, molto lontana. Gli esperti agronomi infatti non dimostrano particolare interesse e anche di consumatori se ne vedono pochi. Solo venticinque anni dopo (siamo alla fine degli anni'70) un signore di nome Bob Quinn, anch'egli del Montana, si ricorda per caso di quella strana novità che fu presentata a una fiera agricola e presto caduta nel dimenticatoio. E decide di sviluppare dei progetti di recupero e valorizzazione del prodotto. 



Dovremo attendere fino al 1988, anno in cui nacque ufficialmente il marchio registrato Kamut e iniziano le prime esportazioni in tutto il mondo. A questo punto è naturale chiedersi cosa caratterizza questo grano duro rispetto a un tradizionale Khorasan che possiamo trovare in Egitto, Iran e regioni medio-orientali...la risposta è presto detta e ci viene fornita direttamente dal produttore e dagli enti che hanno effettuato le visite e i controlli per garantire le necessarie certificazioni di qualità:

  • è coltivato esclusivamente secondo le regole dell'agricoltura certificata biologica (in pratica il kamut esiste solo se è bio, altrimenti il marchio stesso verrebbe a cadere);
  • contiene una quantità di proteine maggiore rispetto al grano duro di frumento (ne ha 5 grammi in più per etto di prodotto);
  • è quasi privo di contaminazioni con varietà di grano moderno (gli studi parlano di una purezza al 99% il che lo rende eccezionale come variante nutrizionale sulla nostra tavola);
  • contiene alte percentuali di selenio;
  • risulta privo di segni di malattia al 98% (segno che non vi è tanto bisogno di manipolarlo come si fa invece con i grani moderni che sono spesso soggetti a modifiche genetiche, radiazioni, ecc per diventare resistenti ai parassiti ad esempio o anche solo per diventare più gustosi);
  • nella produzione della pasta non viene mai mescolato a grano moderno;
  • contiene glutine quindi non è adatto a chi soffre di celiachia.

A mio parere si tratta di un grano davvero interessante, da cui si ricava una farina versatile adatta alla preparazione di molte ricette. Il colore si presenta di un bianco non perfettamente bianco, bensì più simile all'avorio; ha un odore neutro e la consistenza è finissima e impalpabile. Di sapore risulta più dolce del grano duro ma non da dire che sembra simile allo zucchero, assolutamente! tant'è che io la uso anche per fare la pizza. Ha infine una buona consistenza e per questo motivo è perfetta per cucinare pizze e pane mentre per i dolci necessita di qualche accorgimento (per esempio quando faccio una torta al kamut metto mezza porzione di kamut e mezza porzione di fecola di patate o amido di riso, sia per ridurre la quantità di glutine sia per avere un impasto finale molto più leggero).

L'unico neo dei prodotti al kamut (a me piace tantissimo anche la pasta che non mi fa sentire gonfia e nutre bene anche prima di un'attività sportiva) è il costo ancora relativamente alto. Immagino però che con il tempo i prezzi si ridurranno perché diventerà un prodotto apprezzato da tante persone che cercano la varietà e la salute a tavola. 


(Photo Credits: Daniela Hartmann from Flickr.com)



venerdì 21 novembre 2014

Piccoli bio, grande sapore



Ci sono diversi modi di sperimentare i prodotti biologici. C'è chi compra solo qualche cosina in quanto ancora diffidente; chi si fissa e prende tutto rigorosamente BIO!!!, chi invece lo accetta come integrazione alla cucina tradizionale, che in Italia - diciamocelo pure a voce alta e con orgoglio - è già di altissima qualità. Io appartengo a questa terza schiera; per me il cibo organico (come lo chiamano all'estero) è stato un arricchimento della tavola, non mi considero assolutamente una maniaca del "se non è bio, non lo mangio!", e vivo questa scelta con totale relax. Semplicemente mi sono accorta che alcuni cibi, da quando ero bambina a oggi, hanno perso di sapore e in alcuni casi di consistenza; altri hanno colori artificiosi, per non parlare di certi profumi e aromi che sembrano quasi un ricordo lontano.



Quando per caso mi sono affacciata a questo nuovo mondo mi sono subito accorta di trovarmi davanti a una giungla, e che non tutto era davvero buono come speravo. Ma alcuni cibi invece sono stati capaci di sorprendermi in una frazione di secondo perché avevano quel qualcosa...un odore, un colore, un retrogusto, che riportano dritti alla natura. Ecco quelli che secondo me sono i piccoli magici prodotti che cambiano davvero il risultato di una ricetta e hanno prezzi molto contenuti. 

  1. Aglio. Non so se ve ne siete accorti ma da diversi anni si è venduto di tutto quando si tratta di aglio. Nella maggior parte dei casi proveniva dalla Cina e dall'Egitto e quando ne chiedevi uno italiano sembrava di chiedere la luna. La caratteristica comune a tutti questi prodotti di importazione era il terribile odore che emanavano che non aveva molto a che fare con il tipico sentore di aglio che deve sprigionarsi solo da sbucciato e in cottura. Il fatto è che l'aglio comune venduto oggi - prima ancora di finire in padella - ha una puzza micidiale che senti a chilometri di distanza e alla prova dell'assaggio risulta ancora peggio perché ha un retrogusto amarognolo. Da quando lo compro biologico è tutta un'altra storia. Lasciato in frigo, nella sua classica retina, non emana alcun odore fastidioso, anzi quasi non si avverte. Ha una buccia sottile e bianca e per questo ci si impiega un poco di più a pulirlo ma è questione di pochi secondi. Non lascia sulle mani odore di fetido, alla cottura è eccezionale. Che si facciano due spaghetti aglio, olio e peperoncino (la morte sua, diciamo! ) o che si usi per soffritti o lunghe cotture non si avverte la sua presenza in maniera negativa. Il sapore è aromatico ma senza alcun retrogusto amaro, e "collabora" perfettamente con altri ingredienti di base tipici come la cipolla e le verdure senza mai sovrastarle. In pratica ho riscoperto il valore dell'aglio!   
  2. Limone e Arance. Gli agrumi sono un cibo delicatissimo, ciò che li distingue è la bella buccia e il succo sostanzioso. Ma al contrario dell'aglio hanno perso il profumo per strada e spesso non sanno di niente! In più per chi come me usa la buccia grattugiata per fare creme e torte si aggiunge un altro serio problema: sopra gli agrumi ci spruzzano gli additivi chimici (come l'E904, l'E200 e l'Imazalil) che fanno malissimo alla salute tanto da rendere la buccia immangiabile. Infatti per legge gli agrumi trattati chimicamente devono essere segnalati da un'apposita etichetta o cartello con su scritto:"Buccia non edibile" per cui controllate bene l'etichetta. Necessità vuole quindi che si cerchino agrumi biologici, che abbondano nelle coltivazioni del sud Italia e hanno un profumo che sa di vacanza, un succo delizioso e la buccia si può grattare tutta per ogni tipo di ricetta. 
  3. Uova. Due uova al tegamino o tante uova dentro un impasto per una bella torta sono forse una piccola cosa, ma se le compri buone te ne accorgi perché un "ovetto bbbono" si sente eccome! Il fatto che non sappia di mangime è il primo motivo; il rosso risulta di un arancio caldo, non quasi fosforescente come se avesse dei coloranti, la chiara una volta cotta o montata a neve rimane corposa e lucente. Di uova ne vendono di ogni tipo, a me piacciono le biologiche o in alternativa quelle che provengono da allevamenti all'aperto in quanto le galline razzolano libere e mangiano cibo che non contiene coloranti artificiali. Nel caso del bio si alimentano solo ed esclusivamente di mangimi come mais e cereali di origine controllata e le galline appartengono alla razza rustica; si riconoscono oltre che dall'etichetta perché sul guscio è stampato un numero (lo zero se biologico, l'1 se allevate all'aperto);
  4. Passata di pomodoro in bottiglia. Qui ho notato differenze tra marca e marca, per esempio la mia preferita finora è la passata bio Esselunga, che trovo squisita, sembra una spremuta di pomodori appena raccolti. Ho provato anche altre marche e in generale posso dire che sono di buon livello e superano di gran lunga le non bio che a mio avviso sanno di fondo di bottiglia. Sicuramente usano pomodori di qualità, non lo nego, ma il colore vivo, la consistenza vellutata, il sapore di pomodoro fresco nelle passate bio si trovano con un certa sicurezza e danno molta soddisfazione quando si cucinano salse e sughi. E la scarpetta è assicurata! 


(Photo Credits: Mary Anne Enriquez from Flickr.com, Talkingplant from Flickr.com)