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lunedì 27 aprile 2015

Una zuppa inzupposa!



Come tanti, ho dovuto fare i conti con una brutta influenza. Ma adesso che è passata posso dirle grazie perché mi ha permesso di riscoprire il piacere e i benefici delle zuppe. Il mal di gola mi rendeva difficile deglutire e anche la digestione si era fatta complicata. Avevo bisogno di un cibo sano, leggero e che si cucinasse in fretta perché ero debole. Da qualche settimana quindi mi sono affezionata alle zuppe, soprattutto quelle che si preparano in poco tempo e mi garantiscono un pranzo nutriente e leggero. Dopo aver mangiato una zuppa mi sento carica di energie, mi sembra di non aver nemmeno mangiato, e sono certa di non aver incamerato troppe calorie e sostanze che affaticano il metabolismo come gli zuccheri o il glutine.

Soup: la zuppa è moderna!
Le zuppe che si comprano al supermercato sono buonissime, perché contengono cereali e legumi disidratati o liofilizzati, spesso biologici, a cui basta aggiungere un poco d'acqua e un pizzico di sale. I cereali sono quelli tipici del contadino come farro e orzo, e tra i legumi spiccano le lenticchie e i piselli. Mi hanno colpito molto anche quelle col riso thailandese, la quinoa e il grano saraceno. Insomma se cercate un piatto completo che sostituisca la solita pasta o il panino imbottito, vi raccomando con forza e convinzione assoluta una bella zuppa!


Il bello è che si può mangiare quasi tutto l'anno, perché alcuni tipi rendono bene anche consumati tiepidi. Specie quelli col riso o col farro. Un altro vantaggio poi risiede negli aspetti nutrizionali: i carboidrati dei cereali si combinano perfettamente con le proteine vegetali dei legumi, anzi, ne migliorano la qualità, poichè le proteine vegetali hanno meno aminoacidi di quelle animali, ma quando vengono mangiate insieme ai cereali, nel nostro organismo vengono creati gli aminoacidi mancanti rendendo le zuppe un pasto completo dal punto di vista nutrizionale. Insomma, quali sono allora tutti i vantaggi delle zuppe?



I vantaggi delle zuppe sono:

  • Ormai sono rapide e veloci, in 10 minuti è pronta!
  • costano poco;
  • ci nutre benissimo dandoci sia carboidrati, proteine e vitamine;
  • si digeriscono benissimo;
  • hanno poche calorie e mantengono magri e leggeri;
  • hanno poco glutine e sostanze allergizzanti;
  • c'è una scelta infinita di combinazioni e sapori possibili;
  • i legumi secchi contengono la lecitina, sostanza che abbassa il colesterolo, e quindi fanno bene alla circolazione e al cuore, dato che hanno anche pochissimi grassi;
  • un elevato contenuto di fibre che tengono pulito l'intestino;
  • i legumi sono ricchi di vitamine e sali minerali, tra cui un elevato contenuto di calcio che rinforza le ossa;
  • sono equo-solidali in quanto sono un valido sostituto della carne, riducendone quindi il consumo. 

Una delle mie zuppe preferite: zuppa di farro biologica Colfiorito
Tra le mie ultime scoperte recenti in fatto di zuppe ve ne presento un paio che ho praticamente già finito! Sono entrambe di marca Colfiorito; la prima è una zuppa di farro biologica, 100% italiana, che chiede una mezz'ora di cottura. Ha il 40% di farro perlato, lenticchie rosse, piselli e miglio, tutto già pulito, ovviamente. Da preparare è molto semplice: per una dose bastano 60 grammi di prodotto, da sciacquare alcune volte in acqua fredda e far cuocere in poca acqua e sale. Il risultato è assai invitante; il farro prende la forma del chicco rotondo e croccante, mentre il miglio rimane piccolo e gustoso. L'ho mangiata anche tiepida e vi assicuro che è buonissima!

E' una zuppa che si prepara in 30 minuti e contiene farro perlato, lenticchie, piselli e miglio.

E' facilissima da preparare: si versa in poca acqua fredda salata e si lascia bollire per 30 minuti. Un filo di olio prima di servire et voilà!
La seconda è sempre Colfiorito ma della linea Rapidissime, perché è ci mette solo 10 minuti. Anche qui bastano 60 grammi, e va sciacquato prima della cottura, ma invece che metterlo in acqua fredda e poi accendere il fuoco, come la prima, con questa bisogna far bollire prima l'acqua e il sale (sempre poca) e poi si getta il contenuto.

La zuppa paesana, con orzo perlato, leticchia gialla e grano saraceno.
Questa zuppa paesana contiene l'orzo perlato al 40%, il 30% di lenticchia gialla, e il restante 30% di grano saraceno. Tutto già decorticato e senza conservanti o additivi.

La zuppa paesana della Colfiorito: pronta in 10 minuti, è molto digeribile e nutriente.

Basta far bollire poca acqua salata e versare gli ingredienti che in 10 minuti sono già cotti e pronti da mangiare. Anche qui basta un filo d'olio ed è fatta!
Questi prodotti contengono solo gli ingredienti di una vera zuppa, e una confezione da 250 grammi (che va bene per 4 porzioni) costa un euro e 50 circa. Visto quanto costa mangiare bene?  

(Photocredits: Doran, Gem, Ina Todoran, Ars Electronica, from Flickr.com)

mercoledì 4 marzo 2015

Le cinque sfumature delllo spaghetto


Sapete qual era il piatto preferito di Toto'? ebbene sì, da bravo napoletano, proprio loro, gli spaghetti!
Qual è il formato di pasta più famoso al mondo? lui, quello che Alberto Sordi chiamava ironicamente "maccarone"; lui, quello che ti provoca maliziosamente quando lo guardi (o è lui a guardare te con tono invitante?); lui, lungo e sottile che ogni italiano degli anni passati si infilava in valigia nella paura di non poterlo mangiare anche all'estero! Lo spaghetto! Diciamocelo pure, senza un piatto di spaghetti nessun italiano può tirare a campare, forse in verità si tratta di una droga legalizzata perché è vero, dà dipendenza!

Cinque tipi di spaghetti, ognuno fatto con materie prime diverse; tutti da provare!
Oggi sono qui a celebrare i celeberrimi spaghetti proponendoveli in tutte le loro sfumature attuali e moderne; le novità sullo scaffale ormai sono tantissime e a me piacciono praticamente tutte. Basta valorizzarle con salse e sughi diversi e stare attenti ai differenti gradi di cottura. E che spaghetto sia, dunque!

Spaghetti classici però biologici!

Spaghetti biologici della Coop: trafilati al bronzo e senza un grammo di pesticidi e fertilizzanti
Cominciamo la carrellata con il più basico di tutti: lo spaghetto trafilato al bronzo (operazione necessaria affinché il grano diventi poroso al punto giusto e prenda bene il sugo una volta condito). Ve lo propongo in versione biologica perché il grano duro non ha subito trattamenti chimici con sostanze nocive che poi finiscono dritte nella nostra pancia (quindi di per sé è già una garanzia di salute); poi perché il grano bio contiene un tipo di glutine più digeribile che l'organismo riconosce più facilmente come "simile" e quindi tende ad assimilarlo con maggiore facilità.

Spaghetto biologico: ha un glutine più digeribile e gonfia meno la pancia
In questo modo riduciamo il rischio di diventare sensibili al glutine e non spianiamo la strada alle varie intolleranze alimentari e alla celiachia. Per quanto riguarda il gusto è assolutamente buono; ha un sapore di grano grano, tiene perfettamente la cottura e si accompagna a ogni tipo di ricetta. Io ormai il mio classico spaghetto aglio, olio e peperoncino me lo faccio con questi spaghetti e sono sempre più soddisfatta anche perché rispetto agli altri non bio, questi non mi gonfiano e li trovo molto più digeribili. 

Spaghetti biologici e integrali

Spaghetti integrali biologici della linea ViviVerde Coop: sono ricchi di fibre e minerali
Dopo aver provato la versione bio, si può fare un passo avanti e sperimentare il suo fratello integrale. Qui le fibre e i sali minerali ci sono tutti; una porzione da 80 grammi assicura 5,4 grammi di fibre rispetto ai 2,1 della pasta raffinata. Più del doppio e non è poco! se pensiamo inoltre che questo alimento si accompagna perfettamente alle verdure grazie al suo sapore rustico e alla sua spessa consistenza, la pietanza tutta salute è presto in tavola! infatti l'ideale è cucinarli con sughi poco elaborati, ma molto freschi, come pomodorini e zucchine, ragù di verdure, creme di formaggi o tofu, e tra l'altro è eccezionale fredda nei periodi estivi perché non diventa mai "molliccia" se lasciata nei contenitori per alimenti.

Spaghetti integrali: sono perfetti per chi pratica sport e ha bisogno di depurare l'intestino
Mangiata nei cambi di stagione è una valida alleata per depurarsi e ridare vigore all'intestino. Infine è perfetta per gli sportivi (prima di un allenamento) in quanto i carboidrati contenuti vengono rilasciati molto più lentamente nel sangue permettendoci di avere energia per lungo tempo. Per chi soffre di stitichezza, bè, sono una manna dal cielo. 

Spaghetti al kamut

Spaghetti al kamut De Cecco: realizzati col metodo italiano, ovvero essiccazione lenta e trafilatura al bronzo
Il kamut è un grano che adoro e considero tra i più digeribili che abbia mai mangiato. In quest'ultimo periodo sono innamoratissima del kamut e lo mangio in tutte le forme, chicchi, farina e pasta. Mi ci trovo proprio bene; è bio per antonomasia (per legge può essere prodotto solo negli Stati Uniti in campi strettamente coltivati a biologico), e per la sua particolarità solo alcune aziende specializzate sono autorizzate a lavorarlo a e trasformarlo. Ad esempio in Italia la produce la De Cecco, un marchio storico che propone spaghetti fatti con una lavorazione artigianale, con trafilatura ruvida al bronzo ed essiccazione lenta a basse temperature.

Spaghetti al kamut: hanno un sapore lievemente più dolce ma si prestano a ogni tipo di ricetta
La classica lavorazione della pasta in stile Made in Italy che ne garantisce una resa finale perfetta. Come sapore, il kamut rimane lievemente più dolce, quindi gli ingredienti saporiti, decisi o piccanti, ci vanno a nozze. Altrimenti un semplice sugo al pomodoro, magari con una pizzicata di origano e qualche foglia di alloro e basilico gli fanno proprio la festa!

Spaghetti al mais e riso, senza glutine

Spaghetti senza glutine Barilla: sono fatti di mais e riso
Li ho trovati in offerta al supermercato e li ho comprati subito. La curiosità era troppo forte! da subito ho notato che al tatto sono ruvidi, per cui la mia paura più grande è stata sfatata. Temevo infatti che fossero lisci e sembrassero quasi inconsistenti; contengono tre tipi di materie prime diverse: mais bianco, mais giallo e il riso. La confezione dice che sono privi di glutine, e che impiegano 10 minuti di cottura. Ecco, allora veniamo alla cottura..qui la prima volta ho riscontrato un problemino...tendevano ad attaccarsi e ho dovuto seguirli per staccarli di volta in volta; ma un rimedio già sperimentato è di mettere un cucchiaio di olio di oliva nell'acqua, così scivolano l'uno sull'altro senza legarsi insieme.

Spaghetti di mais e riso, senza glutine: in cottura tendono un po' ad attaccarsi ma voi mettete un cucchiaio d'olio nell'acqua di cottura e il problema è risolto!
Riguardo il sapore sono molto delicati; sanno sia di riso che di mais, con un gusto armonioso; secondo me sono ideali con condimenti "liquidi" che danno loro consistenza (è uno spaghetto sottile) e li separano a dovere. Io li ho fatti aglio, olio e peperoncino; olio piccante e zucchine; sono sicura che sono ottimi anche con condimenti a base di panna o pesto di verdure. 

Spaghetti al farro

Spaghetti al farro Poggio del Farro: sono ideali con verdure e pesce
Sono un'invenzione eccezionale! La pasta di farro non ha affatto un sapore rustico come si crede; è diversa dai chicchi con cui si preparano zuppe o risotti. E' invece delicata, aromatica, ha un profumo indelebile. Si abbina a tantissime cose; io l'ho fatta con il salmone e la panna; con melanzane e peperoni; con il sugo all'arrabbiata.

Spaghetti al farro: spessi e consistenti, non hanno però il sapore rustico del farro in chicchi. Hanno invece un sapore neutro che ben si accompagna a tante ricette.  
Insomma è molto versatile e adoro la sua consistenza spessa e polposa. Vale la pena mangiarla almeno ogni tanto come variante dello spaghetto alla chitarra o del bucatino, azzardando a metterla in ricette tradizionali per regalarsi un piacere in più.




Avete visto cinque tipi di spaghetti diversi: classico bio, integrale, al kamut, al mais e riso, al farro: c'è qualcuno che già conoscete o volete assaggiare presto?  come li vorreste condire? fatemi sapere qui o sui social! Sono curiosa!

martedì 17 febbraio 2015

Melanzane gratinate



La verdura è un toccasana per la salute e per questo la inserisco spesso nelle mie ricette fatte di piatti unici a base di ortaggi da arricchire possibilmente con altri "cugini" e con modeste quantità di proteine animali (ad esempio una spruzzata di parmigiano); credo infatti che il modo più sano di gustare le verdure sia quello di condirle in modo semplice privilegiando l'olio extravergine di oliva e le cotture povere di grassi. Per una cenetta leggera ho scelto la melanzana, un ortaggio che contiene una discreta quantità di fibre ed è molto valida per combattere il colesterolo in quanto stimola le funzionalità depurative del fegato e dell'intestino

Ingredienti per 2 persone: 

2 melanzane medie 
2 cucchiaini di prezzemolo tritato
4 foglie di basilico tritato 
origano secco 
una manciata di capperi lavati e tritati 
4 pomodori maturi di medie dimensioni 
un uovo 
2 cucchiai di formaggio grana grattugiato 
1 spicchio d'aglio tritato 
due cucchiai di olio d'oliva extravergine 
2 cucchiai di pangrattato 
sale e pepe 

Procedimento: 

Pulite le melanzane, lavatele e asciugatele. 


Tagliatele a metà nel senso della lunghezza e fatele bollire in acqua leggermente salata. 


Scolatele al dente, strizzatele leggermente e togliete la polpa raccogliendo il tutto in una scodella.




Aggiungete il prezzemolo e il basilico tritati, un pizzico di origano, i capperi, il pomodoro tagliato a pezzetti, l'uovo sbattuto, il grana grattugiato, il pangrattato, l'aglio. 



Amalgamate bene il tutto, aggiustate di sale e pepe. 


Riempite le melanzane con il composto e ponetele su una teglia rivestita di carta forno. 


Spolverizzate con il pangrattato. 


Mettete in forno preriscaldato a 180°e fate cuocere; gli ultimi cinque minuti fate fratinare sotto il grill. Servite ben caldo. 





lunedì 16 febbraio 2015

Il cibo, amico della salute


Cucinare e bere del buon cibo e delle buone bevande richiede tanta pazienza. Come avrete immaginato, gironzolo spesso negli scaffali dei supermercati e non perdo occasione di aggiornarmi sui portali online. Ma ho scelto di rimettermi "sui banchi di scuola" e di studiare ancora un po'. I libri in fondo sono ancora una fonte preziosa di approfondimento e permettono di leggere autori professionali e autorevoli. Per cui mi sono fatta la tessera della biblioteca e ho cominciato a cercare libri sull'alimentazione e sullo stile di vita sano. Questa settimana ho finito alcuni manuali e vorrei condividere con voi le cose più importanti che ho imparato e scoperto.

L'alimentazione anti-cancro

Umberto Veronesi, ha dedicato la sua vita alla ricerca contro il cancro ed è fermamente convinto che una dieta sana possa prevenite tanti tipi di tumore
Vi dico solo che ho subito letto la prefazione di Umberto Veronesi, uno dei più importanti medici e ricercatori in materia oncologica. Da anni fa prevenzione raccontando a noi tutti quanto il cibo sia una vera medicina e possa prevenire molti tumori. Ma la domanda è questa: perché certi cibi provocano il cancro? come fanno? ecco, l'ho capito bene leggendo queste pagine...i cibi una volta entrati nel nostro corpo scatenano delle reazioni chimiche che a seconda di ciò che mangiamo possono rivelarsi molto dannose. I cibi ricchi di grassi, zuccheri e farine raffinate, ma anche quelli con i pesticidi e i conservanti, affaticano le nostre cellule, che si ritrovano a dover lavorare troppo, per smaltire, per depurare, per digerire. 

Il libro che ho letto, L'alimentazione anti-cancro, parla degli effetti che il cibo ha sulle nostre cellule. Certi alimenti infiammano le cellule che alla lunga ne risentono e si ammalano, si duplicano con degli errori nel Dna scatenando il cancro.
Alla lunga quindi si infiammano per il troppo lavoro e da quel momento in poi il loro comportamento si altera. Fanno fatica a respirare, a duplicarsi correttamente, a vivere bene insomma e di conseguenza anche noi ci ammaliamo. Iniziamo a sentire i "dolori", come le nevralgie, i reumatismi, i bruciori muscolari; tutti fastidi che sono indice di un'alimentazione troppo ricca di sostanze infiammanti. E sono: la carne (soprattutto la carne rossa); le farine e gli zuccheri raffinati; i grassi animali; il mangiare troppo in generale, perché sovraccarica il metabolismo. Ci sono invece cibi che contengono sostanze che rafforzano il nostro corpo e aumentano le probabilità di non ammalarsi di cancro

Una tabella tratta dal libro: qui trovate la lista dei cibi capaci di prevenire i tumori. Mangiatene e bevetene più che potete!
E sono: cavolini di Bruxelles, broccoli e aglio; ma anche la soia, i semi di lino e il cioccolato. Ma non bisogna spaventarsi e smettere di mangiare i cibi che amiamo di più: basta ridurre la quantità e creare i giusti abbinamenti, nel senso che se mangiate una bistecca di carne rossa (ogni tanto si può godere tranquillamente e anche io la mangio, anche se preferisco la carne bianca) bisogna accompagnarla da cibi basici, cioè disinfiammanti, come una bella insalata, la frutta, cibi ricchi di fibre. In pratica il trucco è questo: i cibi grassi e la carne acidificano il sangue e infiammano le cellule per cui quando li mangiate abbinate due terzi di cibi basici (verdura, frutta, integrali, semi), che contengono il danno e aiutano il corpo a reagire bene ai contraccolpi.

Immunità, cibo e cervello

Immunità, cibo e cervello: indaga come la mente può influire sulla salute. Se solo pensate che più della metà di malati di cancro proviene da una depressione cronica è facile capire quanto stare bene dentro, coltivare pensieri positivi e stare all'aria aperta possa rinforzare il nostro sistema immunitario. 
Di questo libro mi aveva colpito il titolo. Credo molto nelle capacità della nostra mente; secondo me se pensiamo in maniera positiva riusciamo a stare meglio, ma adesso lo sta dimostrando anche la scienza. Quando mangiamo bene il nostro corpo è forte e sano; ma il solo mangiare non basta. occorre anche lavorare "di cervello" ovvero nutrire dei pensieri positivi, praticare la meditazione, rilassarsi e godere di una vita più slow. Parecchi studi hanno fatto notare che un alto numero di malati di cancro appartiene alla schiera dei depressi cronici, che erano in cura da psicologi da anni. Coltivare il malumore, avere costanti pensieri depressivi indebolisce il nostro sistema immunitario e ci rende deboli davanti alle malattie peggiorando ancora di più la nostra situazione. E' come un serpente che si morde la coda e l'unico modo per spezzare questa catena perversa è quello di modificare il nostro stile di vita partendo dalle cose più naturali e mettendo da parte pillole e comportamenti compulsivi come ingozzarsi a tavola e restare seduti sul divano di casa a guardare la televisione. 

Le discipline orientali, come il Tai chi, lo yoga, la meditazione, aiutano a ritemprare lo spirito e di conseguenza il nostro corpo
Uscite, prendete aria e sole, state a contatto di persone simpatiche e che vi vogliono bene; appena potete praticate sport e mangiate il cibo più sano e genuino che potete avere a disposizione. Questo libro mi ha poi confermato la grande valenza del Tai chi, che ho iniziato a fare da sette mesi: rafforza il corpo, la mente e lo spirito al punto da farti sentire carico di energia, proprio come mi sento io dopo la lezione col mio bravissimo maestro, che è una persona anziana ma giovane dentro e allegra. E' un senso di benessere generale che mi dura per giorni e giorni e mi ha (re)insegnato a respirare, a rientrare in contatto con le mie sensazioni corporee. Altrettanto vale per chi fa yoga, meditazione, e altre discipline orientali, frutto di una saggezza millenaria.

Rigenerarsi per riscoprire il piacere dei canali sensoriali

La dieta rigenerante: mangiare per detossinarci non è semplice, agli inizi infatti si soffre. Ma poi arrivano dei benefici straordinari: pancia piatta, pelle luminosa, umore alle stelle.
Il cibo ci permette di rimettere in moto tutto il corpo. Magari vi sentite stanchi, gonfi, apatici, allora provate a pensare a cosa state mangiando e vedrete che il vostro piatto piange! Cambiate regime alimentare allora: aggiungete il pesce e togliete la troppa carne; più frutta e verdura; provate la pasta e il pane integrale; al posto dello zucchero bianco usate quello bruno di canna o il miele; variate la dieta sperimentando le farine di riso, mais, grano saraceno, di patata. In questo modo abbasserete il tenore dell'insulina nel sangue, la percentuale di lieviti e glutine, e ci saranno anche meno calorie. Agli inizi delle dieta rigenerante soffrirete parecchio, è capitato anche a me. Le prime due settimane avevo spesso la nausea; mal di testa, ero nervosa, deboluccia. E sapete perché? perché dopo due o tre giorni che cominciate a mangiare meglio il corpo comincia a espellere le tossine e allora sono dolori! perché non vanno via subito, ci vogliono giorni interi e nel frattempo circolano nel sangue e negli organi. 

I cibi antiossidanti puliscono il sangue e gli organi interni regalandoci una salute di ferro 
Bisogna quindi spingere ancora di più, mangiando ancora più cibi antiossidanti in modo da non mollare. Poi bisogna bere molto, moltissimo. E fare esercizio fisico, per sudare e aiutare l'espulsione del "nemico". A distanza di due o tre settimane vi ritroverete con una pancia miracolosamente più piatta, pelle e capelli luminosi, un umore finalmente stabile ed energico. E' segno che vi state rigenerando. Addirittura una volta che siete passati alle farine integrali alternative (kamut, riso farro, mais ecc) il comune pane bianco vi sembrerà senza sapore mentre i dolci con lo zucchero bianco li sentirete subito stucchevoli e troppo dolci. In pratica i vostri sensi si accorgeranno finalmente degli eccessi dell'industria alimentare che cerca di vendervi cibi esagerati (esaltati con troppo sale, troppo zucchero) solo per rendervi "dipendenti" da quel cibo e vendervene sempre di più come farebbe un pusher che vi sta spacciando la droga.

Curare l'intestino

L'intestino è il nostro secondo cervello: se si ammala lui ne risente anche l'equilibrio mentale
Recenti studi hanno fatto una rivelazione pazzesca: l'intestino è il nostro secondo cervello. E' fatto di neuroni che comunicano con il cervello e quando si ammala può scatenare numerose malattie mentali (proprio come succede nel cervello). Ciò è dovuto al fatto che nel feto le stesse cellule che formeranno il cervello appartengono anche all'intestino embrionale e una volta che nasciamo questi due organi fratelli restano in contatto diretto per tutta la vita. Quindi prendersi cura del nostro intestino non solo ci permette di digerire meglio ma anche di garantirci l'equilibrio mentale. Il che non mi sembra poco. Un altro aspetto che mi è parso interessante è la questione dei batteri che popolano l'intestino: non tutti quelli che introduciamo con il cibo (o con gli integratori) sono importanti. 

Ecco la tabella dei batteri buoni, i cosìdetti probiotici, che rinforzano le funzionalità dell'intestino: sono l'acidophilus e i bifidobatteri, oltre ai più comuni fermenti lattici vivi
Quelli che veramente contano sono di due ceppi: il lactobacillus acidophilus e i bifidobatteri, che funzionano da veri probiotici, cioè rinforzano l'intestino che non farà passare dai suoi villi le sostanze nocive provenienti dalla digestione. In pratica lo corazzano a dovere! Quindi se avete bisogno di un rinforzo, scegliete yogurt e integratori che non contengono soltanto fermenti lattici vivi (che hanno le vitamine per carità e male di certo non fanno) ma che abbiano anche quei due, acidophilus e bifidobatteri. Una nota la aggiungo anche per chi come me soffre di intolleranza al lattosio, o per le persone che soffrono spesso di cistiti, candida, coliti: usate spesso integratori e yogurt arricchiti di questi due ceppi di batteri, sono un toccasana e riescono spesso a curare e prevenire il problema talvolta senza l'intervento di antibiotici o altri farmaci aggressivi. 

Per chi vuole approfondire ancora un attimo: l'importanza dello yogurt e come va scelto se si vuole rinforzare l'intestino.



(Photo credits to: Juliette, Dan Bruell from Flickr.com) 
   

martedì 27 gennaio 2015

Pane integrale con semi di Chia



Un pomeriggio qualsiasi, col mio carrello in mano, vedo una bustina su uno scaffale e leggo: Semi di Chia. Io, che vengo dalla Sardegna, ho pensato: Toh, sarà un cibo che viene dalla famose spiagge di Chia? Mi avvicino alla confezione e vedo che si tratta di un prodotto vegetale proveniente dal Sud America. Mi sono data dell'ignorante e ho rimesso a posto la confezione. Due mesi fa, su Pinterest, ammiro una foto deliziosa di una pietanza condita, tra le altre cose, dai Semi di Chia.

Semi di Chia della Lao Fair Trading: biologici ed equo-solidali, sono minuscole "bombe" di Omega3, Omega6, vitamine e minerali in altissima quantità e di alta assimilazione
Poi un mese fa...cerco notizie sul web circa le novità sul biologico e che ti trovo? avete indovinato! un sito che spiega facilmente cosa sono questi benedetti semi (http://semidichia.com/) che ormai avevano catturato la mia fervida curiosità. Scopro quindi che provengono da una pianta molto diffusa nel centro America, la salvia hispanica, che lì è consumata sin dai tempi degli Aztechi (popolo che la sapeva lunga, visto che conoscevano bene anche il cioccolato) e che contiene quantità impressionanti di Omega3 e Omega6, per non parlare di vitamine, sali minerali e aminoacidi.

Ecco come si presentano i semi di Chia: piccoli, croccanti, sono inodore e dal sapore neutro, valorizzano tutte le pietanze e sono una ricca fonte di fibre. La dose consigliata è di 15 grammi al giorno. 
Più del salmone e di molta frutta e verdura. L'aspetto che, infine, mi ha convinto di più a provarli è che sono semi insapore e inodore che puoi usare comodamente in mille cibi e pietanze. Così ne ho ordinato una confezione, la più piccola ma molto conveniente, dal momento che la dose giornaliera raccomandata è di 15 grammi al giorno (praticamente un cucchiaio) e un barattolo dura parecchio. Ho preso i semi di Chia biologici della Lao Fair Trading e appena mi sono arrivati li ho sperimentati su un classico della rusticità e della naturalezza: il pane integrale.

Farina integrale biologica Il Molino Chiavazza: è morbida, malleabile da impastare, mi ha dato un pane bello "mollicoso" e con la crosta fragrante
Come farina ho scelto quella della Molino Chiavazza, sempre biologica, che ha una consistenza morbida, assorbe bene l'acqua e fa il pane croccante ma bello "mollicoso". Come lievito, ho provato uno della Molino Rossetto, lievito madre essiccato, che dovrò provare ancora un paio di volte prima di valutarlo. Coi semi di Chia sopra, in grande quantità, è diventato un pane super-nutriente, ricco di fibre, dalla crosta croccante e iper-saporita. In casa lo abbiamo fatto fuori tutto in una cena, accompagnato da salumi e formaggi. Quindi bio-amici, preparate il tagliere!

L'ho scoperto da poco: lievito madre essiccato Molino Rossetto,: contiene il 70% di lievito naturale di farina di grano tipo 0 e il 30% di lievito di birra secco. 


Ingredienti per una pagnotta:

500 grammi di farina integrale 
una manciata di semi di Chia
2 cucchiaini di sale
15 grammi di lievito fresco (io ho messo 35 grammi di lievito madre Molino Rossetto)
un cucchiaino di zucchero (serve per attivare il lievito)
300 ml di acqua tiepida (se preferite potete fare anche acqua e latte, che sta benissimo sulla farina integrale)

Procedimento:

Su una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi: farina, lievito, sale, zucchero. Amalgamateli. Infine versate l'acqua.


Cominciate a lavorare l'impasto, prima con un mestolo di legno, poi con le mani (o con un'impastatrice).















Lavorate per 7-10 minuti almeno, e quando avrete ottenuto una palla elastica e soda, ungetela con poco olio di oliva e ponete a lievitare. Per la lievitazione scegliete un luogo tiepido (magari dentro un forno spento, che avete pre-riscaldato a 50° per 5 minuti). Coprite la palla con un panno umido (bagnato e strizzato bene). Lasciar lievitare per due ore.


Ora date la forma alla pagnotta e praticate delle incisioni laterali. Lasciar lievitare per un'ora.


L'impasto è finalmente pronto per la cottura. Bagnate la superficie con una mistura di acqua tiepida e poco sale fino, aiutandovi con un pennello. Versateci sopra i semi di Chia che si attaccheranno alla superficie. Mettete a cuocere per 15 minuti a 220°, poi abbassate la temperatura a 200° e lasciate cuocere ancora per altri 15-20 minuti. Il risultato sarà una pagnotta non particolarmente alta ma, come potete vedere dalla foto. avrà dentro una morbidissima mollica e una superficie croccante, ideale per farsi una  merenda rustica o una semplice cenetta (formaggi, salumi, uova, salse di vario tipo).