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giovedì 18 dicembre 2014

Cosa vendono di biologico nei supermercati: Esselunga



Seconda puntata che risponde alla domanda: cosa vendono di biologico nei supermercati? dopo la prima gita alla Coop (se vuoi leggere il post clicca qui), mi sono fatta una passeggiata all'Esselunga per vedere tutte le novità. Ho trovato delle cose interessanti, ma devo dire che sono rimasta un po' delusa dal modo in cui sono distribuiti i prodotti, nel senso che mi aspettavo più ordine, con degli scaffali interamente dedicati e dove si può trovare tutto facilmente e in fretta. 


Invece tocca cercare un po' di qua e di là, stando attenti soprattutto ai cartelli che guidano verso il prodotto. Per fortuna le Esselunga non sono gigantesche, quindi la fatica che si compie è minima. 

Frutta: 

Mele, pere, patate, aglio, biologici all'Esselunga

Agrumi, vegetali, biologici 

Noci biologiche 
Il reparto frutta e verdura è di dimensioni modeste ma fornito di tutto e con cibi ben confezionati. Io compro sempre i limoni bio e li trovo ottimi, hanno un profumo e un sapore di vero limone e uso la scorza grattugiata perché ricordo che la buccia degli agrumi NON biologici per legge non è commestibile in quanto sono trattati con sostanze tossiche. Quindi occhio quando dovete fare dolci o preparare i liquori in casa: comprate tutto BIO! 


Banco frigo e latticini:

Petto di tacchino bio
Il parmigiano 
Le uova
Yogurt, sia bianchi che alla frutta: tutto bio!
Il banco frigo contiene l'indispensabile come il parmigiano, gli yogurt e il latte. Io vado pazza per lo yogurt intero nel vasetto di vetro: è sodo e compatto in maniera quasi perfetta ed è ideale con un cucchiaino di miele per ritrovare il classico sapore del latte e miele. Altro must della cucina, specie per fare la pasta in casa e creme deliziose: le uova. Già avevo parlato delle uova (leggi qui il post) e preciso che non sono una super fanatica delle uova bio, perché trovo che anche le uova provenienti da galline allevate all'aperto siano buone. Però per pietanze che hanno l'uovo come ingrediente principe, se si ambisce a raggiungere un sapore eccellente (cioè un uovo che sa veramente di uovo e non di mangimi) è davvero una scelta saggia optare per le uova bio. In particolare per pasta fatta in casa, creme pasticcere e zabaioni. 


In scatola: marmellate, succhi di frutta, passate di pomodoro...

Marmellate di frutta bio e zucchero di canna
La passata di pomodoro che sembra una spremuta di pomi!
Succhi di frutta bio
Una stella di merito va ai prodotti in scatola che fanno parte della tavola di tutti i giorni. Ne ho provato alcuni e devo dire che sono strepitosi. Le marmellate contengono 65 grammi di frutta biologica ogni 100 grammi di prodotto e il resto è solo zucchero di canna. Una cosa di cui non posso fare a meno è la passata di pomodoro, sembra davvero una spremuta di pomi appena fatta e non ha quello strano odore di "fondo di barattolo" che di solito si sente nelle passate e nei sughi conservati. Ho testato altre passate bio ma devo ammettere che finora questa è la migliore che conosca. Gradisco molto anche l'orzo solubile, assolutamente naturale e privo di gusto amaro; invece  non mi sono trovata bene con il the verde, aveva un sapore amarognolo e gli mancava il profumo caratteristico. I succhi di frutta non li ho ancora assaggiati ma lo farò molto presto. 

Carne e pesce

Fettine e carne macinata biologica
Salmone 
Il banco del sushi al reparto pesce dell'Esselunga
Il mondo della carne e del pesce bio sono ancora poco diffusi in Italia, infatti anche all'Esselunga si trova poco. Per ora quindi c'è qualche fettina e macinato e del salmone in busta al banco frigo, ma per fortuna la qualità dei prodotti in generale è abbastanza alta, basti pensare a tutta la linea di carne piemontese e al bellissimo e nuovo banco sushi che si trova nel reparto pesce fresco. 

I "senza" conquistano spazio

I salumi senza glutine hanno un cartello che li indica al banco frigo 

Panettone senza glutine della Motta

Dolce tipico della Valtellina fatto con lievito madre
Anche l'Esselunga indica i prodotti senza glutine con un'apposito cartello e dedica uno scaffale apposito nelle corsie centrali così chi ha bisogno non deve dimenarsi per trovarli. Una novità che mi è piaciuta molto e ho faticato a trovare in altri supermercati è il panettone Motta senza glutine, peraltro proposto in sconto (che non guasta!). 

I vegetariani sono accontentati

Nel banco frigo c'è la sezione tutta dedicata ai vegetariani

Le bevande vegetali, stanno accanto al latte: soya, mandorla, riso, tutte buonissime! 
Nel banco frigo hanno allestito un banco tutto amico dei vegani e vegetariani: tofu, polpette vegetali, il seitan, le creme spalmabili (anche senza lattosio), le pizze, c'è tutto un mondo che fino a qualche anno fa se ne stava piccolo piccolo e lo notavi appena. Ora per fortuna si sta espandendo e non si "vergogna" più! Altro scaffale da visitare è quello delle bevande vegetali, all'Esselunga compro spesso il latte di mandorla della Alpro e quello alla soya. 


Io mangio equo!

I prodotti equo-solidali della linea Altromercato; cacao, caffé, quinoa, cioccolato...hanno un aroma inconfondibile. 
Altro banco assai interessante è quello del commercio equo-solidale, ovvero i cibi prodotti dai piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo. Esselunga ha una partnership con il marchio Altromercato e vende le cose migliori di questo marchio: caffè, cacao, the e riso. Per mia esperienza sono fedele al cacao magro, dire che è buono è poco! Sia da aggiungere al latte o per fare biscotti e dolci ha una resa quasi divina! Mi piacciono anche le croccantissime barrette di cioccolato con la quinoa, un cereale ricchissimo di amido e proteine ma privo di glutine.

Pasta, farine, riso

La pasta del benessere: farro, orzo, mais, integrale...
La scelta di questi prodotti del benessere è discreta, ma vale la pena provarle. Per esempio qui ho trovato le penne al kamut della De Cecco, la farina bio a marchio Esselunga (che va bene per i dolci ma mi ha dato qualche problema con la pizza), l'ottima pasta al farro Fior di Pietra, la integrale della Garofalo, pasta al grano integrale e orzo della Granoro, insomma ci sono molte possibilità di sperimentazione. 


La linea Equilibrio 

Linea Equilibrio dell'Esselunga: farine integrali, steroli vegetali, fibre.
L'Esselunga ha inventato una linea alimentare pensata per la salute e la linea: Equilibrio. Hanno fatto la pasta integrale, grissini e fette biscottate, biscotti, gelati. Contengono alte percentuali di fibre, pochi grassi e steroli vegetali. Personalmente non li ho ancora provati, ma ho letto la lista degli ingredienti, e penso che comprerò la pasta. Sui biscotti ad esempio non sono convinta perché contengono gli oli di palma, che non sono proprio il simbolo della salute. In ogni caso è una linea da conoscere prodotto per prodotto così da capire le varie differenze. 






martedì 9 dicembre 2014

Le ultime notizie sul cibo e mondo bio


La soia non previene i sintomi della menopausa


Gli isoflavoni, sostanze naturali contenute nella soia che hanno un'azione simile agli estrogeni, sono inefficaci nel prevenire la perdita della massa ossea e i sintomi della menopausa. Lo afferma uno studio compiuto dal Centro di ricerca geriatrica della Miller School of Medicine dell'Università di Miami. La ricerca, durata due anni, ha coinvolto 248 donne in menopausa da meno di 5 anni e con densità ossea ridotta. A metà del campione sono state somministrate tavolette di isoflavoni di soia, al restante 50% un placebo. Si tratta della prima volta nella ricerca scientifica che gli isoflavoni vengono studiati - contro placebo - per periodi così lunghi (il massimo erano stati sei mesi). Risultato? le ossa rimangono fragili e i sintomi da menopausa, come vampate e rossori, restano. 

(Fonte: Fondazioneveronesi.it)


Dal 13 dicembre, nuove etichette sui cibi venduti in Europa


La Comunità Europea ha emanato un nuovo regolamento che disciplina le nuove etichette alimentari. In particolare si dovranno specificare meglio le informazioni utili ai consumatori. Queste le novità che vedremo presto in etichetta: si specificherà la quantità degli acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, amidi, fibre, vitamine e minerali; nella carne e nel pesce si specificherà la percentuale di acqua aggiunta; si evidenzierà bene la presenza di eventuali allergeni, sia nei cibi imballati che gli sfusi (compresi i cibi venduti nei ristoranti e nelle mense); si deve indicare l'eventuale presenza di ingredienti che si presentano in forma di nanomateriali ingegnerizzati, cioè particelle piccolissime fatte in laboratorio usate per cambiare sapore, colore e struttura del cibo. In queste nanoparticelle spesso vengono anche inseriti gli additivi alimentari. La regola comunitaria è stata estesa pure alla carne clonata che è appunto frutto di questa tecnica ingegneristica.

(Fonte: Greenews.info;Macchinealimentari.it)


Il turismo sostenibile è in crescita, complici le prenotazioni online

Per merito del web, che rende facili ed economiche le prenotazioni, il turismo eco-sostenibile si sta diffondendo a macchia d'olio. Un sondaggio condotto dal progetto europeo Ecodots racconta come sta cambiando il modo di viaggiare in Europa. L'82% dei viaggiatori eco fa la sua prenotazione via web, il 39% per telefono, il 4% dai social network. I fattori di scelta per la meta preferita sono stati: la presenza di itinerari di ecoturismo (percorsi a piedi, a cavallo, in bicicletta); il cibo biologico; il noleggio biciclette. Il turista di oggi insomma vuole tanta natura, buon cibo e praticare movimento all'aria aperta. 

(Fonte: Alternativasostenibile.it)


La regione Liguria controllerà il cibo per i celiaci e gli allergici


La regione Liguria ha appena lanciato il progetto Gaia che servirà per istruire i ristoratori e gli operatori alimentari su come scegliere e cucinare cibi adatti agli allergici e ai celiaci. Si comincerà con le scuole, con il coinvolgimento degli istituti alberghieri e dei ristoratori locali. Poi si passerà agli ospedali e centri di cura (per le mense) e infine tutti i ristoranti delle località turistiche. Lo scopo sarà di garantire ai soggetti allergici o celiaci, sia liguri o turisti, un'alimentazione corretta e senza rischi, senza rinunciare al piacere della tavola. 

(Fonte: Ivg.it)


Ventimila visitatori ai musei del cibo di Parma


Dall'anno scorso a oggi i musei del cibo di Parma hanno ricevuto un numero record di ventimila visitatori. Il più apprezzato è stato il Museo del Prosciutto (col 32% delle visite totali), specie sotto settembre quando si organizza il festival dedicato al famoso insaccato; al secondo posto il Museo del Parmigiano Reggiano con sede a Soragna. Ad arricchire la bellezza del circuito museale i nuovi arrivati: il Museo della Pasta, a Collecchio e la Cantina dei Musei del Cibo, a Sala Baganza.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)




(Photo Credits: Sue Richards, Roberto Rizzato, Abdallahh, Udo Schroter, from Flickr.com)









venerdì 21 novembre 2014

Piccoli bio, grande sapore



Ci sono diversi modi di sperimentare i prodotti biologici. C'è chi compra solo qualche cosina in quanto ancora diffidente; chi si fissa e prende tutto rigorosamente BIO!!!, chi invece lo accetta come integrazione alla cucina tradizionale, che in Italia - diciamocelo pure a voce alta e con orgoglio - è già di altissima qualità. Io appartengo a questa terza schiera; per me il cibo organico (come lo chiamano all'estero) è stato un arricchimento della tavola, non mi considero assolutamente una maniaca del "se non è bio, non lo mangio!", e vivo questa scelta con totale relax. Semplicemente mi sono accorta che alcuni cibi, da quando ero bambina a oggi, hanno perso di sapore e in alcuni casi di consistenza; altri hanno colori artificiosi, per non parlare di certi profumi e aromi che sembrano quasi un ricordo lontano.



Quando per caso mi sono affacciata a questo nuovo mondo mi sono subito accorta di trovarmi davanti a una giungla, e che non tutto era davvero buono come speravo. Ma alcuni cibi invece sono stati capaci di sorprendermi in una frazione di secondo perché avevano quel qualcosa...un odore, un colore, un retrogusto, che riportano dritti alla natura. Ecco quelli che secondo me sono i piccoli magici prodotti che cambiano davvero il risultato di una ricetta e hanno prezzi molto contenuti. 

  1. Aglio. Non so se ve ne siete accorti ma da diversi anni si è venduto di tutto quando si tratta di aglio. Nella maggior parte dei casi proveniva dalla Cina e dall'Egitto e quando ne chiedevi uno italiano sembrava di chiedere la luna. La caratteristica comune a tutti questi prodotti di importazione era il terribile odore che emanavano che non aveva molto a che fare con il tipico sentore di aglio che deve sprigionarsi solo da sbucciato e in cottura. Il fatto è che l'aglio comune venduto oggi - prima ancora di finire in padella - ha una puzza micidiale che senti a chilometri di distanza e alla prova dell'assaggio risulta ancora peggio perché ha un retrogusto amarognolo. Da quando lo compro biologico è tutta un'altra storia. Lasciato in frigo, nella sua classica retina, non emana alcun odore fastidioso, anzi quasi non si avverte. Ha una buccia sottile e bianca e per questo ci si impiega un poco di più a pulirlo ma è questione di pochi secondi. Non lascia sulle mani odore di fetido, alla cottura è eccezionale. Che si facciano due spaghetti aglio, olio e peperoncino (la morte sua, diciamo! ) o che si usi per soffritti o lunghe cotture non si avverte la sua presenza in maniera negativa. Il sapore è aromatico ma senza alcun retrogusto amaro, e "collabora" perfettamente con altri ingredienti di base tipici come la cipolla e le verdure senza mai sovrastarle. In pratica ho riscoperto il valore dell'aglio!   
  2. Limone e Arance. Gli agrumi sono un cibo delicatissimo, ciò che li distingue è la bella buccia e il succo sostanzioso. Ma al contrario dell'aglio hanno perso il profumo per strada e spesso non sanno di niente! In più per chi come me usa la buccia grattugiata per fare creme e torte si aggiunge un altro serio problema: sopra gli agrumi ci spruzzano gli additivi chimici (come l'E904, l'E200 e l'Imazalil) che fanno malissimo alla salute tanto da rendere la buccia immangiabile. Infatti per legge gli agrumi trattati chimicamente devono essere segnalati da un'apposita etichetta o cartello con su scritto:"Buccia non edibile" per cui controllate bene l'etichetta. Necessità vuole quindi che si cerchino agrumi biologici, che abbondano nelle coltivazioni del sud Italia e hanno un profumo che sa di vacanza, un succo delizioso e la buccia si può grattare tutta per ogni tipo di ricetta. 
  3. Uova. Due uova al tegamino o tante uova dentro un impasto per una bella torta sono forse una piccola cosa, ma se le compri buone te ne accorgi perché un "ovetto bbbono" si sente eccome! Il fatto che non sappia di mangime è il primo motivo; il rosso risulta di un arancio caldo, non quasi fosforescente come se avesse dei coloranti, la chiara una volta cotta o montata a neve rimane corposa e lucente. Di uova ne vendono di ogni tipo, a me piacciono le biologiche o in alternativa quelle che provengono da allevamenti all'aperto in quanto le galline razzolano libere e mangiano cibo che non contiene coloranti artificiali. Nel caso del bio si alimentano solo ed esclusivamente di mangimi come mais e cereali di origine controllata e le galline appartengono alla razza rustica; si riconoscono oltre che dall'etichetta perché sul guscio è stampato un numero (lo zero se biologico, l'1 se allevate all'aperto);
  4. Passata di pomodoro in bottiglia. Qui ho notato differenze tra marca e marca, per esempio la mia preferita finora è la passata bio Esselunga, che trovo squisita, sembra una spremuta di pomodori appena raccolti. Ho provato anche altre marche e in generale posso dire che sono di buon livello e superano di gran lunga le non bio che a mio avviso sanno di fondo di bottiglia. Sicuramente usano pomodori di qualità, non lo nego, ma il colore vivo, la consistenza vellutata, il sapore di pomodoro fresco nelle passate bio si trovano con un certa sicurezza e danno molta soddisfazione quando si cucinano salse e sughi. E la scarpetta è assicurata! 


(Photo Credits: Mary Anne Enriquez from Flickr.com, Talkingplant from Flickr.com)

sabato 15 novembre 2014

13 dicembre 2014: data storica per i consumatori consapevoli




Come si può leggere dal sito istituzionale della Comunità Europea (http://europa.eu/legislation_summaries/consumers/product_labelling_and_packaging/co0019_it.htm), a partire dal 13 dicembre dovrà essere applicato il nuovo regolamento sull'etichettatura dei prodotti destinati a noi consumatori. In pratica ogni materia prima dovrà essere scritta e specificata a gran voce sulla lista degli ingredienti. Questo ci permetterà di conoscere meglio cosa mettiamo nel carrello e di conseguenza sapere cosa mangiamo e mettiamo dentro al nostro corpo. In particolare il dito è puntato sui quei famosi grassi vegetali con cui vengono fatti una miriade di prodotti alimentari ma che, spesso, non venivano specificati in etichetta. Infatti mi chiedevo spesso: ma che sono questi grassi vegetali? ma vegetali di quale pianta? oliva? girasole? palma? purtroppo infatti c'è un'enorme differenza tra olio e olio e il fatto che siano vegetali non sempre li rende più sani rispetto a quelli animali. Bisogna fare delle distinzioni...


  1. Intanto cerco di evitare assolutamente i grassi vegetali idrogenati! come spiegano gli esperti di chimica degli alimenti, i fabbricanti prendono dei comuni oli estratti dalle piante e li solidificano attraverso un processo che si chiama idrogenazione. Per esempio si fa così la margarina, da un olio si trasforma in un panetto duro per mezzo di tale processo; il vantaggio per le aziende è che questo tipo di grasso si conserva facilmente e a lungo (quindi è adatto a prodotti a lunga scadenza come dolci, merendine, snack salati, gelati, ecc) e costa poco. Il problema è che durante questo passaggio, dal liquido al solido avviene una reazione chimica in cui si formano delle sostanze grasse che fanno malissimo alla salute. Queste sostanze prendono il nome di acidi grassi trans e sono saturi, cioè si attaccano alla nostre arterie e da lì non si muovono più neanche con le cannonate!                              
                                                                                                                                        Secondo studi scientifici sono una della cause di malattie come l'aterosclerosi e gli ictus cerebrali. L'Accademia Nazionale delle scienze degli Stati Uniti ha da tempo raccomandato di bandire queste sostanze dalla nostre abitudini alimentari e per fortuna molte aziende hanno seguito il passo e hanno tolto questi ingredienti, vantandosene spesso sulla confezione: Senza grassi idrogenati! Senza grassi idrogenati! immagino ve ne siate accorti in tanti. Bè è già un saltino in avanti, ma non mi ritenevo soddisfatta abbastanza e infatti...                                                                                                                                                                                           
  2. ecco sbucare i grassi vegetali NON idrogenati, che sembravano essere una manna dal cielo perché quel NON sembrava chissà che cosa...poiché il vero nodo del problema risiedeva sui tipi di oli vegetali utilizzati, dal momento che un conto è l'olio di oliva, sano, ricco di antiossidanti, resistente alle cotture lunghe, un conto è l'olio di palma o di cocco che - ANCHE SE NON IDROGENATI - sono comunque pieni di grassi saturi che nemmeno gli spazzini di Mary Poppins sono in grado di pulire!

Per fortuna, grazie al nuovo regolamento europeo possiamo leggere etichette più trasparenti: vi invito a leggerle sempre perché è un atto d'amore verso noi stessi e la nostra salute (e di chi mangia con noi). Adesso possiamo sapere se un biscotto che sembra tanto bello in fotografia contiene olio di palma o di girasole e compiere la nostra scelta. Io li evito già accuratamente perché se è vero che comunque dobbiamo morire almeno cerco di allungarmi la vita e restare sana il più possibile. 



Per quanto riguarda i tipi di grassi e/o oli vegetali che non mi sogno di comprare ( o limito al minimo storico) ci sono certamente quelli di palma, di cuore di palma e di cocco. Per quanto abbiano un sapore gradevole sono composti quasi interamente di acidi grassi saturi, grassi che aumentano il colesterolo cattivo e sono responsabili delle malattie cardiovascolari. Inoltre alcuni studi dicono che sono causa di alcuni tumori e indeboliscono le ossa. Come si legge nel sito della fondazione Veronesi, (https://www.fondazioneveronesi.it/articoli/cardiologia/il-colesterolo-cattivo-si-vince-con-una-buona-alimentazione/), è bene scegliere gli oli vegetali insaturi come l'olio extravergine di oliva e di semi (soia, girasole, mais, arachidi) e privilegiare una sana dieta mediterranea. 



Per cui, non me la sento proprio di rischiare e anzi sono davvero contenta di poter comprare da mangiare con maggiore serenità.