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mercoledì 22 aprile 2015

La giornata della Terra, la nostra madre da amare




"La terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra"                                                                   Proverbio Navajo

Oggi si celebra la Giornata della Terra. Un'iniziativa nata dall'Onu nel 1971 per promuovere la tutela e la salvaguardia del nostro pianeta. L'idea nacque in seguito alle scie di protesta sorte dopo un tremendo disastro ambientale a cui milioni di americani assistettero impotenti: un pozzo di petrolio della Union Oil si ruppe a Santa Barbara inquinando tutta l'area circostante. Da allora, siamo nel 1969, si crearono gruppi di ambientalisti sempre più folti e intraprendenti al punto da costringere la classe politica ad affrontare di petto la questione. Nasce così, da un'idea del senatore democratico Gaylor Nelson, il 22 aprile 1962 la Giornata della Terra


Da allora i temi su cui riflettere sono cambiati: all'epoca c'era la paura dell'inquinamento dell'acqua e dell'aria, che in effetti oggi abbiamo solo parzialmente risolto; oggi la preoccupazione maggiore risulta essere il riscaldamento globale, anche a causa dell'ingresso di altri paesi industrializzati come la Cina che, in crescita economica galoppante, non si impegna di certo a ridurre i gas serra. Anzi, il 90% delle città cinesi sono trafitte da una nebbia densa e scura e hanno un'aria praticamente irrespirabile. Persino Greenpeace ha chiesto formalmente al governo cinese di intraprendere delle contromisure. 


Ma con questo non intendo dire che anche noi occidentali non siamo meno colpevoli; un impegno maggiore è chiesto anche a noi. Per esempio potremmo cercare di ridurre l'uso della plastica, mangiare meno carne, evitare gli sprechi di acqua e corrente elettrica. ognuno di noi nel suo piccolo può scegliere un semplice gesto d'amore verso la nostra Madre Terra, che ci accoglie, ci dà la vita, che è per noi - e lo sarà ancora per molto - la nostra Casa. 


Io per esempio ho deciso di mangiare meno carne, accendo le luci una stanza alla volta, chiudo il rubinetto dell'acqua quando non la uso senza lasciarla scorrere inutilmente. Appena ho vestiti dismessi, invece che buttarli via, li porto alla Caritas qua vicino la quale li consegna alle famiglie bisognose e ci aggiungo sempre anche un pacco alimentare fatto di pasta, riso, scatolame e legumi. Un gesto molto bello che non dimenticherò mai l'ho visto fare a Bologna, quando alla fermata dell'autobus un ragazzo ha scartato una caramella e ha buttato la carta per terra...la signora affianco, infastidita, ha raccolto da terra la sua cartaccia e l'ha buttata nel cestino dei rifiuti guardandolo dritto in faccia e dicendogli a voce alta: "Non si fa, non è giusto, lo faresti a casa tua?". Credo che il pensiero di quella signora sia anche il mio e di molti di noi. La Terra è la nostra casa e dobbiamo rispettarla, amarla e tenerla pulita. E se qualcuno fa una stupidaggine e la sporca, allora diamogli noi l'esempio facendogli capire che sta sbagliando. E il primo esempio diamolo ai bambini, che imitano quello che vedono fare ai grandi.


A proposito di esempio mi fa piacere citare le due migliori iniziative dedicate a questa giornata. La prima proviene dalla Caritas e da Papa Francesco che hanno lanciato il progetto Cibo per tutti, per sensibilizzare le persone a essere più altruiste e a condurre una vita più semplice e attenta a ciò che ci circonda. Chi è interessato può cliccare qui: http://www.cibopertutti.it. L'altra è una campagna voluta dalla Nasa che su Twitter, con l'hashtag #NoPlaceLikeHome, ci chiede di condividere immagini e video sul pianeta più bello di tutto lo spazio finora conosciuto: la Terra. 


Anche io ho voluto partecipare all'iniziativa con una foto sulla Sardegna e con un video che vorrei condividere con voi, dove tutta l'immensa e commovente bellezza del nostro Pianeta si può ammirare e contemplare. Signore e Signori, ecco a voi il più grande miracolo di cui facciamo parte anche noi. Nuestra Madre Tierra.

La mia foto per #NoPlaceLikeHome: una veduta della Sardegna, Cagliari 




(Photocredits: Winters Zhang, Harpagornis back, Eric Begin, Lorenzoclick, Jean-Philippe Rebuffet from Flickr.com)

martedì 10 marzo 2015

La mia vita è cambiata col Tai Chi


Natural Style: una delle poche riviste in Italia che parla delle mie passioni come il cibo biologico e le cure naturali. In questo mese hanno pubblicato un'interessante intervista sulle discipline orientali, come il Tai Chi che ho cominciato a praticare dallo scorso ottobre e posso dire che è fantastico!
Dopo aver letto un interessante articolo di Diana de Marsanich su una una delle mie riviste preferite, Natural Style, che parlava proprio del Tai Chi, ho pensato di parlarvi della mia personale esperienza sull'argomento. Infatti dallo scorso ottobre ho cominciato a praticare questa antichissima disciplina che si sviluppò in Cina parecchi secoli orsono. Inizialmente altro non era che l'arte dei guerrieri, che veniva insegnata quasi in maniera segreta ai rampolli dell'alta società. Poi piano piano si diffuse tra la gente comune fino a prendere il significato che gli diamo oggi: una pratica sportiva completa, che fa allenare sia il corpo che la mente. Come tutte le arti orientali, il Tai Chi vuole rimettere in comunicazione il nostro organismo con la parte più profonda di noi, ovvero quella spirituale e mentale. 

Il Tai Chi è patrimonio della millenaria cultura cinese; ma ormai si pratica in tutto il mondo, persino nei nostri parchi cittadini. Basta unirsi al gruppo e imparare sul campo!
Si aspira a creare un'armonia, che permette di sentirsi più rilassati e in pace con sé stessi. Non a caso quando vado ad allenarmi dal mio caro e simpaticissimo maestro Leonardo (che ha alle spalle vent'anni di esperienza e parla il cinese come se stesse bevendo un bicchiere d'acqua, beato lui!) avvengono strani miracoli! a volte arrivo in palestra trafelata e coi capelli elettrici ma quando esco di lì ho sempre il sorriso sulle labbra! come è possibile, vi chiederete voi? ebbene, credo sia merito di tutti quei magnifici esercizi. Ve li spiego. Intanto la prima cosa da fare è mettere in moto il corpo, con un po' di corsa e qualche esercizio di stretching per renderlo elastico e flessuoso. Ciò è determinante in tutti gli sport. Ma il bello arriva dopo: ferma sul posto, in piedi e con le gambe leggermente divaricate, comincio a seguire i consigli del maestro e socchiudo gli occhi...mi concentro solo ed esclusivamente sul mio respiro, metto dentro l'aria incamerando energia positiva, butto fuori l'aria eliminando le scorie di pensiero negative. Accompagno questa lenta e meditativa respirazione con un movimento delle braccia: si alzano sopra la mia testa quando inspiro, le abbasso avvicinando le mani sul viso e sul petto quando espiro. Una cosa lenta, lenta, che diminuisce il mio battito cardiaco, mi fa sentire il corpo rilassato come se avessi dormito 14 ore di fila! la multa presa l'altro giorno? il budino andato a male in frigo? il litigio con un'amica? tutto dimenticato! in pochi minuti riesco a chiudere la porta a tutti i problemi e a concentrarmi solo su una cosa importantissima, che noi diamo per scontato: il respiro

Nato per formare i guerrieri cinesi, il Tai Chi oggi è una disciplina "dolce" che chiunque può praticare per sentirsi in armonia col corpo e con la mente. Se poi piace, si può arrivare alle fasi evolute della disciplina che prepara alle vera e propria arte marziale delle difesa personale.
Come dice Leonardo, il respiro è la vita e non ci rendiamo conto di quanto possa esserci utile imparare a farlo correttamente per sentirci meglio con noi stessi. Vi siete mai accorti che quando siete nervosi avete il fiato corto e affannato? ecco, per stare subito meglio basterebbe qualche minuto di pausa, per stare fermi e respirare lentamente e in silenzio. Anche il silenzio è fondamentale per il Tai Chi. Non che in palestra non si possano fare due chiacchiere, per carità, ma il silenzio è il miglior compagno della concentrazione, perché permette di focalizzarci solo sulle sensazioni del corpo, su ciò che ci sta comunicando in quel preciso momento, affina i nostri sensi. Provate per esempio a mangiare e a bere senza la solita televisione accesa; all'inizio vi sembrerà strano, ma dopo alcuni minuti vi accorgerete di sentire di più il sapore del cibo, e vi sembrerà più buono. Io l'ho sperimentato e vi posso giurare che si provano sensazioni molto piacevoli. 

Il Tai Chi si basa sulla filosofia cinese del Tao, ovvero sui due principi, lo Yin (nero) e lo Yang (bianco), ovvero i due elementi opposti della natura che ai respingono e si attraggono, ma per sopravvivere devono stare in armonia.  Da essa ha avuto origine anche la tradizionale medicina cinese, medicina che personalmente trovo assai interessante.
Ecco perché il Tai Chi mi ha cambiato la vita: anche io, come tutti noi occidentali, stavo entrando nel turbinio dello stress e della vita accelerata. Noi non ci fermiamo MAI! c'è sempre qualcosa da fare, e non parlo di uomini d'affari o signore in carriera. Mi riferisco alle donne afflitte dalla casa, bambini e normale lavoro d'ufficio; dall'uomo che ha un lavoro normale ma passa tre ore nel traffico; dei giovani che hanno sempre troppi compiti e poi filano dritti in palestra e al corso d'inglese. Forse è il caso di rinunciare a qualcosa. E di mettere al suo posto un po' di calma e di silenzio. Per ritrovare noi stessi e dare sapore alla vita. Con questo non voglio suggerirvi di cominciare a fare tutti quanti il Tai Chi. Ognuno ha la libertà di trovare la sua personale risposta. Per ciò che mi riguarda quando compio quei lenti e parsimoniosi esercizi, mi sento rinascere. Le articolazioni diventano flessuose, il senso di forza mentale aumenta, quasi quasi mi sento persino più coraggiosa! ma questa sono io; ognuno può scoprire la passione più adatta, per esempio anche lo yoga è fantastico. 


L'ho praticato anni fa e ha la capacità di massaggiare gli organi interni che è una meraviglia, depurando tutto l'organismo: è merito di quelle strane posizioni, la maggior parte delle quali sono accessibili a tutti. L'unica cosa che mi permetto di suggerirvi è: quando vi sentite stanchi, apatici o annoiati non buttatevi subito in un centro commerciale a fare acquisti, non fatevi una turbolenta corsa in macchina, non affogatevi dentro alcool o pillole, cambiate direzione. Entrate in un parco, tutto verde, pieno di alberi, di bambini e cani che giocano, oppure silenzioso e con tanti uccellini che cantano; inebriatevi di questi magnifici suoni della natura e camminate, camminate, camminate. Non pensate più a niente, staccate la spina del cervello. E se per caso vedete un curioso gruppo di cinesi che sta facendo Tai Chi proprio davanti a voi, approfittatene e buttatevi. Magari scoprirete che piacerà anche voi e sarà la vostra nuova e salutare "dipendenza". 




(Photo Credits to: Edwin Lee, Ken Seghers, Xiyelmages, from Flickr.com)

sabato 21 febbraio 2015

Katynabio celebra il biologico per Carnevale

La mia dolcissima amica Marianna, sarta di professione,  ha confezionato per me un delizioso abito di Carnevale che celebra i colori e le bellezze della natura.  Volevo celebrare il mio amore per il bio approfittando del Carnevale Ambrosiano di Milano che si festeggia proprio oggi.  Ci vediamo sui social, bio-amici! E buon Carnevale e week end a tutti voi!

martedì 17 febbraio 2015

Sostenibilità e amore per la terra: incontro con Zuegg



C'era una volta una famiglia numerosa di 14 figli, molto laboriosa e dalle origini contadine. Il padre si chiamava Ernst August Zuech e con la sua numerosa prole coltivava la terra del loro podere a Lana d'Adige, nel Sud Tirolo. Tutta la frutta raccolta veniva poi venduta nei mercati locali ed era sempre fresca e di stagione. E' da queste radici, semplici e rustiche, che è nata la Zuegg.

Maria Zuegg e il marito Ernesto: dal loro amore nasceranno 14 figli, una famiglia semplice, contadina, unita da un'amore radicato per il lavoro e i frutti della terra
Il primo stabilimento a Lana D'Adige, nel Sud Tirolo
Un'azienda che oggi conosciamo praticamente tutti e che ho avuto il piacere di conoscere più da vicino pochi giorni fa. In occasione dei 125 anni dalla fondazione sono stata invitata a una "festa di compleanno" organizzata dalla Zuegg in cui ho imparato tante cose interessanti e mi sono divertita tantissimo. Infatti ho partecipato a un workshop di cucina in cui la blogger Monica Papagna, ideatrice del blog Un biscotto al giorno, ha insegnato a me e alle altre blogger presenti alcuni magici trucchetti su come fare degli indimenticabili biscotti.

Io assieme alla blogger di Un biscotto al giorno, Monica Papagna, che mi ha insegnato alcuni trucchi del mestiere su come preparare dei deliziosi biscotti!
Per esempio ho scoperto che si può fare l'impasto della frolla col burro salato, suggerimento che sulle prime desta perplessità. Ma erano già pronti sul piatto, preparati da lei, che mi chiamavano: "Katynaaa, siamo fatti col burro salato, non avere paura, assaggiaci!" e non me lo sono fatto ripetere due volte...e vi assicuro che sono davvero molto particolari. Inoltre come ha detto Monica vanno per la maggiore al momento, quindi per qualche secondo mi sono sentita molto fashion! Altro aspetto interessante della serata è stato il conoscere delle persone davvero fantastiche.

Tra stampini per biscotti, tecniche di impasto su come fare la frolla perfetta e marmellate per farcire i nostri biscotti il tempo è praticamente volato! 
Avevamo a disposizione una bellissima cucina con gli attrezzi più moderni, alcuni dei quali non conoscevo ancora: è stato un piacere scoprirli e sperimentarli con le mani in pasta!
Il mio biscottino al burro non poteva che essere un omaggio al Biologico!
Tra noi blogger ci siamo scambiate pareri e consigli, e non la finivamo mai di discutere su farine, zucchero e formine per biscotti! Peraltro mi hanno lasciato un indirizzo di un fornitissimo negozio di Milano dedicato interamente al mondo dei dolci dove andrò presto in missione! Una persona che mi ha certamente stupito per la sua affabilità e gentilezza è stata Oswald Zuegg, discendente di quel famoso Ernst August e del quale custodisce ancora la stessa semplicità. L'amore per le sue radici contadine e per i prodotti della terra traspare dai suoi occhi e quando parla dei suoi prodotti è attento e appassionato. Inevitabilmente gli ho posto domande sui temi a me più cari, come la sana alimentazione e la natura e lui mi ha fornito delle risposte ben precise che ho molto apprezzato.

I primi succhi in bottiglietta: siamo nel 1958
La prima produzione di confettura nel 1961, realizzata interamente senza coloranti e conservanti
Il mitico Fruttino! nato per i ciclisti data la sua praticità, era fatto di confettura di mele cotogne arricchito di vitamine
Ho quindi scoperto che la Zuegg ricava i suoi prodotti con frutta coltivata direttamente da loro e udite udite possiede i frutteti nel sud Italia, dove si sa il nostro sole rende la frutta polposa e gustosa. Da queste terre l'anno scorso ha prodotto la bellezza di 23 milioni di chili di frutta che viene poi lavorata secondo il processo della filiera corta, ovvero pochi passaggi di trasformazione in modo da preservare le qualità nutritive della materia prima. Inoltre stanno attuando dei progetti eco-sostenibili attraverso cui, nel 2015, bonificheranno almeno centomila metri quadrati di terreno in cui coltivare la frutta mentre, per le terre già coltivabili, ridurranno i consumi di acqua ed energia. Un impegno forte che ha tutta la mia ammirazione e che mi rende questa azienda ancora più simpatica.

La Zuegg produce tra le mie marmellate preferite: questa è interamente BIO dolcificata solo con lo zucchero di canna, e rimane cremosa, per cui è perfetta nelle crostate e nelle torte 

Questa marmellata invece è dolcificata solo con lo zucchero d'uva: è eccezionale da "mordere" nel pane o nella farciture grazie ai suoi pezzettoni
Già sapete infatti quanto mi piacciono le nuove marmellate biologiche della Zuegg. Le ho già usate in alcune mie ricette e posso dire che hanno una resa eccezionale. Dopo una bella chiacchierata a tu per tu col signor Zuegg, una fantastica lezione sui biscotti di Monica Papagna e il piacere di conoscere altre blogger amanti del cibo come me posso dire di aver passato una splendida serata, in un'atmosfera deliziosa (anche per tutti i biscotti che mi sono mangiata!) e che ha sicuramente arricchito la mia esperienza di blogger.


giovedì 29 gennaio 2015

Intervista ad Alice Ravenna: la natura che parla con dolcezza



Tratto dall'ebook "The story of Babar",  Alice Ravenna
Ho aperto da poco la rubrica NaturArte, che vorrei parlasse del rapporto strettissimo che c'è tra le bellezze della natura e il modo di raccontarle, soprattutto per immagini. Per inaugurarla al meglio, ho pensato di intervistare un'artista bravissima, che ha fatto del disegno e dell'illustrazione una ragione di vita: Alice Ravenna. Poco più che trentenne e toscana di origine (più esattamente di Carrara), ha cominciato presto a prendere colori e matita in mano. Quello che mi ha subito colpito di lei è la naturalezza dei suoi personaggi e la grazia con lui li dipinge. In lei si vede un autentico amore per la natura, le sue bellezze e i suoi colori variopinti. 

Alice, parlaci un po' di te...

Salve a tutti, mi fa molto piacere essere qui. Come dicevi tu, ho capito presto quanto amavo il disegno...al punto che per errore, all'università, mi iscrissi in scienze dell'educazione! Ma perché? io ero nata per disegnare, così, benché fossi regolare negli esami, mollai tutto e mi iscrissi all'Accademia delle Belle arti della mia città. Fu subito appassionante al punto che conclusa l'Accademia, aggiunsi altre discipline da approfondire: studiai computer grafica e mi iscrissi alla scuola Comics di Firenze, dove mi diplomai tre anni più tardi. Da allora prese inizio la mia professione da artista free lance, sia per committenti italiani che stranieri. 


Copertina dell'ebook, The story of Babar; libro per bambini illustrato da Alice Ravenna: non è dolcissimo?

Mi hai detto che vivi dalla Toscana: che rapporto hai con la tua meravigliosa terra? 

Sono nata e vivo tuttora a Carrara, una cittadina al confine tra la Toscana e la Liguria. Mi ritengo fortunata: ho le Alpi apuane da una parte e il mare dall'altra! Ho solo l'imbarazzo della scelta e amo godermi tutto ciò che può offrirmi la natura che mi circonda: da una passeggiata sulla spiaggia al trekking in montagna. 

Altra splendida illustrazione di Alice Ravenna per la favola "Piccola Stella", ebook edito da Magicalibri

Tornando al tuo lavoro, quali sono stati i momenti più significativi della tua carriera? 

Tra tutti, ricordo con molto piacere le illustrazioni che ho realizzato per un ebook all'estero, si trattava di una rivisitazione dell'elefante Babar, molto famoso nella letteratura francese per l'infanzia. Ho illustrato diversi libri come il libro storico "La Colonna silenziosa" di Simone Lorenzon e la vignetta "Moriremo Democristiani" di Paolo Casotti edito da Memoranda. Ho disegnato anche una favola per l'Avis di Carrara, dedicata al tema del dono. Attualmente sto lavorando a un libro per bambini per la Magicalibri: sarà in versione ebook e il titolo sarà Piccola Stella. Mi piace ricordare la mia partecipazione a una mostra collettiva, in cui le mie opere stavano vicino a quelle di Max Bill, un artista che stimo tantissimo! Si intitolava Eroticamente, nel nome del contemporaneo, a cura di Paolo Nerbi.

Alice è anche una dotatissima tattoo designer: guardate i suoi disegni che presto realizzerà anche in versione acquarello


Fare tatuaggi è un'arte e Alice ci riesce benissimo!

La natura stilizzata appare delicata ed eterea: non è quadro, è un tatuaggio di classe!

Il blog Katynabio, come sai, parla tanto della buona tavola...tu come disegnatrice sei abilissima con le mani, lo sei magari anche in cucina?

Eccome, adoro stare tra i fornelli. I miei piatti preferiti sono la cacciagione e i funghi. Mi piace mangiare "saporito" e finché posso prediligo i prodotti del mio territorio, che sono freschi e so da dove vengono. Ho anche una ricetta preferita, ve la racconto?

Alice, oltre che artista di talento, è anche una brava cuoca: lei adora fare il tiramisù all'ananas e il pollo al curry rivisitato

Certo, siamo curiosi...

E' una rivisitazione personale del pollo al curry, non è il tradizionale pollo indiano insomma. Io uso solo il petto del pollo; poi lo faccio rosolare nell'olio con dei porri tritati e un pochino di burro (ma anche solo olio va bene). Quando sono stufati, aggiungo il petto tagliato a dadini piccoli e infarinato. Una volta dorato su tutti i lati, metto il curry, copro con del latte e lascio cuocere a fuoco lento, la fiamma deve restare bassa per non "stracciare" il latte ovvero far separare i grassi dalla parte acquosa. Quando è ritirato e si è addensata la crema, aggiungo dello yogurt greco, lascio ancora su fiamma per qualche minuto e poi servo con riso basmati a parte.

Alice viene dalla Toscana, terra di bontà: qui ci mostra la mortadella di Carrara (è quella che sembra un salame) e gli sgabei, una specie di gnocco fritto ma senza lo strutto

Sembra delizioso e molto esotico! Alice, a questo punto ci hai incuriosito sulla gastronomia della tua zona: c'è qualche pietanza tipica di Carrara?

Tra i cibi tipici di Carrara ci sono il famoso lardo di Colonnata: noi lo mangiamo servito su fette di pane di Vinca, altra nostra specialità, con pomodorini datterini o pachino. Ci sono ancora i poi i taiarin 'nti fasoi, i taglierini nei fagioli, rustici e sostanziosi. Vi mostro una foto dove ci sono anche altri due prodotti rinomati: la mortadella nostrana (diciamo può ricordare la soppressa veneta) e gli sgabei, cioè pasta lievitata fritta che nella ricetta non vuole lo strutto. Le cipolle in agrodolce della foto invece le ho fatte io!

Alice, nata  e cresciuta in Toscana, ama tanto la natura. Ha la fortuna di avere il mare e la montagna proprio a due passi e un pezzo di verde lo cura anche in casa: qui vediamo la sua tenera piantina di peperoni che lei stessa ha piantato nella sua terrazza
Ultimissima domanda, ma importante: quali sono i tuoi progetti futuri?

L'anno scorso, dopo un corso lungo e intensivo, ho ottenuto l'abilitazione professionale per tatuatori, finanziato dalla Comunità Europea e, a marzo scorso, ho conseguito il titolo di tatuatrice qualificata. Il mio sogno è di entrare in una grande studio di tatuatori o di aprirne uno mio; ho già realizzato alcune opere per tattoo, sia su clienti che in prova su pelle sintetica, eccole qua, vi piacciono?

Alice ha un sogno, aprire uno studio da tatuatrice tutto suo: con disegni belli come questi è sicuro che ce la farà!


Io li trovo bellissimi, proprio come mette il suo impegno e passione per le illustrazioni, Alice sa riflettere il suo alto senso estetico anche sui tatuaggi. Spero davvero che tu riesca a realizzare il tuo sogno, te lo meriti davvero, Alice! Intanto potete visionare tutte le sue opere ai suoi link. Non perdeteveli, sono stupendi!!!







Profilo Instagram: alice_ravenna


BIO: Alice Ravenna, toscana, di Carrara, ha studiato all'Accademia delle Belle Arti di Carrara, e si è diplomata alla scuola di illustrazione Comics di Firenze. Artista delicata, anticonformista, dalla linea decisa e aggraziata, ha lavorato a tanti progetti editoriali, sia per clienti italiani che stranieri. Tra le sue opere si annoverano le illustrazioni create per: Braviautori.it, Antologia visual-letteraria; Cinque Petali d’arte Raccolta illustrata; Eden Manuale di giochi di ruolo; Eden “Schermo del Master"; Aven Manuale di gioco di ruolo; Illustrazione per: "MORIREMO DEMOCRISTIANI " di Casotti Paolo, edito da "MEMORANDA"; Illustrazioni e copertina per libro storico “La colonna silenziosa” di Simone Lorenzon; Illustrazione per “Pin Up”, Twilight Edizioni 2012; “The Story of Babar” per SigDug (Norvegia) Libro illustrato per bambini (in uscita).

mercoledì 19 novembre 2014

NaturArte: Akira, Vincent e i paesaggi incantati



Immaginate di trovarvi catapultati dentro un paesaggio colorato, colmo di profumi e fiori variopinti...siete in Provenza e davanti a voi vedete camminare un uomo... vi avvicinate e lo riconoscete: quell'uomo è Vincent Van Gogh! Questa è una famosa scena tratta dal film Sogni, scritto e diretto dal celebre regista giapponese Akira Kurosawa, artista noto per il suo grande amore per la natura che non fa da semplice sfondo nei suoi film. Quando ho visto per la prima volta questo capolavoro sono rimasta incantata dagli effetti speciali che Kurosawa ha realizzato insieme a Steven Spielberg e George Lucas e dalla ispirata capacità di ricreare, in un film, gli autentici paesaggi che Vincent Van Gogh dipinse nelle sue tele. 

paesaggio

Mi è sembrato per davvero di camminare dentro quei selciati, di toccare i suoi fiori, di sentire i profumi delle piante della Provenza e, per un attimo, mi è sembrato di poter vedere in faccia il volto di Van Gogh (una curiosità l'attore che interpretò il noto pittore altri non era che il regista Martin Scorsese); vorrei quindi condividere con voi uno dei momenti magici di questo film che ha saputo esaltare la bellezza della natura nell'arte.