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mercoledì 4 marzo 2015

Le cinque sfumature delllo spaghetto


Sapete qual era il piatto preferito di Toto'? ebbene sì, da bravo napoletano, proprio loro, gli spaghetti!
Qual è il formato di pasta più famoso al mondo? lui, quello che Alberto Sordi chiamava ironicamente "maccarone"; lui, quello che ti provoca maliziosamente quando lo guardi (o è lui a guardare te con tono invitante?); lui, lungo e sottile che ogni italiano degli anni passati si infilava in valigia nella paura di non poterlo mangiare anche all'estero! Lo spaghetto! Diciamocelo pure, senza un piatto di spaghetti nessun italiano può tirare a campare, forse in verità si tratta di una droga legalizzata perché è vero, dà dipendenza!

Cinque tipi di spaghetti, ognuno fatto con materie prime diverse; tutti da provare!
Oggi sono qui a celebrare i celeberrimi spaghetti proponendoveli in tutte le loro sfumature attuali e moderne; le novità sullo scaffale ormai sono tantissime e a me piacciono praticamente tutte. Basta valorizzarle con salse e sughi diversi e stare attenti ai differenti gradi di cottura. E che spaghetto sia, dunque!

Spaghetti classici però biologici!

Spaghetti biologici della Coop: trafilati al bronzo e senza un grammo di pesticidi e fertilizzanti
Cominciamo la carrellata con il più basico di tutti: lo spaghetto trafilato al bronzo (operazione necessaria affinché il grano diventi poroso al punto giusto e prenda bene il sugo una volta condito). Ve lo propongo in versione biologica perché il grano duro non ha subito trattamenti chimici con sostanze nocive che poi finiscono dritte nella nostra pancia (quindi di per sé è già una garanzia di salute); poi perché il grano bio contiene un tipo di glutine più digeribile che l'organismo riconosce più facilmente come "simile" e quindi tende ad assimilarlo con maggiore facilità.

Spaghetto biologico: ha un glutine più digeribile e gonfia meno la pancia
In questo modo riduciamo il rischio di diventare sensibili al glutine e non spianiamo la strada alle varie intolleranze alimentari e alla celiachia. Per quanto riguarda il gusto è assolutamente buono; ha un sapore di grano grano, tiene perfettamente la cottura e si accompagna a ogni tipo di ricetta. Io ormai il mio classico spaghetto aglio, olio e peperoncino me lo faccio con questi spaghetti e sono sempre più soddisfatta anche perché rispetto agli altri non bio, questi non mi gonfiano e li trovo molto più digeribili. 

Spaghetti biologici e integrali

Spaghetti integrali biologici della linea ViviVerde Coop: sono ricchi di fibre e minerali
Dopo aver provato la versione bio, si può fare un passo avanti e sperimentare il suo fratello integrale. Qui le fibre e i sali minerali ci sono tutti; una porzione da 80 grammi assicura 5,4 grammi di fibre rispetto ai 2,1 della pasta raffinata. Più del doppio e non è poco! se pensiamo inoltre che questo alimento si accompagna perfettamente alle verdure grazie al suo sapore rustico e alla sua spessa consistenza, la pietanza tutta salute è presto in tavola! infatti l'ideale è cucinarli con sughi poco elaborati, ma molto freschi, come pomodorini e zucchine, ragù di verdure, creme di formaggi o tofu, e tra l'altro è eccezionale fredda nei periodi estivi perché non diventa mai "molliccia" se lasciata nei contenitori per alimenti.

Spaghetti integrali: sono perfetti per chi pratica sport e ha bisogno di depurare l'intestino
Mangiata nei cambi di stagione è una valida alleata per depurarsi e ridare vigore all'intestino. Infine è perfetta per gli sportivi (prima di un allenamento) in quanto i carboidrati contenuti vengono rilasciati molto più lentamente nel sangue permettendoci di avere energia per lungo tempo. Per chi soffre di stitichezza, bè, sono una manna dal cielo. 

Spaghetti al kamut

Spaghetti al kamut De Cecco: realizzati col metodo italiano, ovvero essiccazione lenta e trafilatura al bronzo
Il kamut è un grano che adoro e considero tra i più digeribili che abbia mai mangiato. In quest'ultimo periodo sono innamoratissima del kamut e lo mangio in tutte le forme, chicchi, farina e pasta. Mi ci trovo proprio bene; è bio per antonomasia (per legge può essere prodotto solo negli Stati Uniti in campi strettamente coltivati a biologico), e per la sua particolarità solo alcune aziende specializzate sono autorizzate a lavorarlo a e trasformarlo. Ad esempio in Italia la produce la De Cecco, un marchio storico che propone spaghetti fatti con una lavorazione artigianale, con trafilatura ruvida al bronzo ed essiccazione lenta a basse temperature.

Spaghetti al kamut: hanno un sapore lievemente più dolce ma si prestano a ogni tipo di ricetta
La classica lavorazione della pasta in stile Made in Italy che ne garantisce una resa finale perfetta. Come sapore, il kamut rimane lievemente più dolce, quindi gli ingredienti saporiti, decisi o piccanti, ci vanno a nozze. Altrimenti un semplice sugo al pomodoro, magari con una pizzicata di origano e qualche foglia di alloro e basilico gli fanno proprio la festa!

Spaghetti al mais e riso, senza glutine

Spaghetti senza glutine Barilla: sono fatti di mais e riso
Li ho trovati in offerta al supermercato e li ho comprati subito. La curiosità era troppo forte! da subito ho notato che al tatto sono ruvidi, per cui la mia paura più grande è stata sfatata. Temevo infatti che fossero lisci e sembrassero quasi inconsistenti; contengono tre tipi di materie prime diverse: mais bianco, mais giallo e il riso. La confezione dice che sono privi di glutine, e che impiegano 10 minuti di cottura. Ecco, allora veniamo alla cottura..qui la prima volta ho riscontrato un problemino...tendevano ad attaccarsi e ho dovuto seguirli per staccarli di volta in volta; ma un rimedio già sperimentato è di mettere un cucchiaio di olio di oliva nell'acqua, così scivolano l'uno sull'altro senza legarsi insieme.

Spaghetti di mais e riso, senza glutine: in cottura tendono un po' ad attaccarsi ma voi mettete un cucchiaio d'olio nell'acqua di cottura e il problema è risolto!
Riguardo il sapore sono molto delicati; sanno sia di riso che di mais, con un gusto armonioso; secondo me sono ideali con condimenti "liquidi" che danno loro consistenza (è uno spaghetto sottile) e li separano a dovere. Io li ho fatti aglio, olio e peperoncino; olio piccante e zucchine; sono sicura che sono ottimi anche con condimenti a base di panna o pesto di verdure. 

Spaghetti al farro

Spaghetti al farro Poggio del Farro: sono ideali con verdure e pesce
Sono un'invenzione eccezionale! La pasta di farro non ha affatto un sapore rustico come si crede; è diversa dai chicchi con cui si preparano zuppe o risotti. E' invece delicata, aromatica, ha un profumo indelebile. Si abbina a tantissime cose; io l'ho fatta con il salmone e la panna; con melanzane e peperoni; con il sugo all'arrabbiata.

Spaghetti al farro: spessi e consistenti, non hanno però il sapore rustico del farro in chicchi. Hanno invece un sapore neutro che ben si accompagna a tante ricette.  
Insomma è molto versatile e adoro la sua consistenza spessa e polposa. Vale la pena mangiarla almeno ogni tanto come variante dello spaghetto alla chitarra o del bucatino, azzardando a metterla in ricette tradizionali per regalarsi un piacere in più.




Avete visto cinque tipi di spaghetti diversi: classico bio, integrale, al kamut, al mais e riso, al farro: c'è qualcuno che già conoscete o volete assaggiare presto?  come li vorreste condire? fatemi sapere qui o sui social! Sono curiosa!

martedì 27 gennaio 2015

Pane integrale con semi di Chia



Un pomeriggio qualsiasi, col mio carrello in mano, vedo una bustina su uno scaffale e leggo: Semi di Chia. Io, che vengo dalla Sardegna, ho pensato: Toh, sarà un cibo che viene dalla famose spiagge di Chia? Mi avvicino alla confezione e vedo che si tratta di un prodotto vegetale proveniente dal Sud America. Mi sono data dell'ignorante e ho rimesso a posto la confezione. Due mesi fa, su Pinterest, ammiro una foto deliziosa di una pietanza condita, tra le altre cose, dai Semi di Chia.

Semi di Chia della Lao Fair Trading: biologici ed equo-solidali, sono minuscole "bombe" di Omega3, Omega6, vitamine e minerali in altissima quantità e di alta assimilazione
Poi un mese fa...cerco notizie sul web circa le novità sul biologico e che ti trovo? avete indovinato! un sito che spiega facilmente cosa sono questi benedetti semi (http://semidichia.com/) che ormai avevano catturato la mia fervida curiosità. Scopro quindi che provengono da una pianta molto diffusa nel centro America, la salvia hispanica, che lì è consumata sin dai tempi degli Aztechi (popolo che la sapeva lunga, visto che conoscevano bene anche il cioccolato) e che contiene quantità impressionanti di Omega3 e Omega6, per non parlare di vitamine, sali minerali e aminoacidi.

Ecco come si presentano i semi di Chia: piccoli, croccanti, sono inodore e dal sapore neutro, valorizzano tutte le pietanze e sono una ricca fonte di fibre. La dose consigliata è di 15 grammi al giorno. 
Più del salmone e di molta frutta e verdura. L'aspetto che, infine, mi ha convinto di più a provarli è che sono semi insapore e inodore che puoi usare comodamente in mille cibi e pietanze. Così ne ho ordinato una confezione, la più piccola ma molto conveniente, dal momento che la dose giornaliera raccomandata è di 15 grammi al giorno (praticamente un cucchiaio) e un barattolo dura parecchio. Ho preso i semi di Chia biologici della Lao Fair Trading e appena mi sono arrivati li ho sperimentati su un classico della rusticità e della naturalezza: il pane integrale.

Farina integrale biologica Il Molino Chiavazza: è morbida, malleabile da impastare, mi ha dato un pane bello "mollicoso" e con la crosta fragrante
Come farina ho scelto quella della Molino Chiavazza, sempre biologica, che ha una consistenza morbida, assorbe bene l'acqua e fa il pane croccante ma bello "mollicoso". Come lievito, ho provato uno della Molino Rossetto, lievito madre essiccato, che dovrò provare ancora un paio di volte prima di valutarlo. Coi semi di Chia sopra, in grande quantità, è diventato un pane super-nutriente, ricco di fibre, dalla crosta croccante e iper-saporita. In casa lo abbiamo fatto fuori tutto in una cena, accompagnato da salumi e formaggi. Quindi bio-amici, preparate il tagliere!

L'ho scoperto da poco: lievito madre essiccato Molino Rossetto,: contiene il 70% di lievito naturale di farina di grano tipo 0 e il 30% di lievito di birra secco. 


Ingredienti per una pagnotta:

500 grammi di farina integrale 
una manciata di semi di Chia
2 cucchiaini di sale
15 grammi di lievito fresco (io ho messo 35 grammi di lievito madre Molino Rossetto)
un cucchiaino di zucchero (serve per attivare il lievito)
300 ml di acqua tiepida (se preferite potete fare anche acqua e latte, che sta benissimo sulla farina integrale)

Procedimento:

Su una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi: farina, lievito, sale, zucchero. Amalgamateli. Infine versate l'acqua.


Cominciate a lavorare l'impasto, prima con un mestolo di legno, poi con le mani (o con un'impastatrice).















Lavorate per 7-10 minuti almeno, e quando avrete ottenuto una palla elastica e soda, ungetela con poco olio di oliva e ponete a lievitare. Per la lievitazione scegliete un luogo tiepido (magari dentro un forno spento, che avete pre-riscaldato a 50° per 5 minuti). Coprite la palla con un panno umido (bagnato e strizzato bene). Lasciar lievitare per due ore.


Ora date la forma alla pagnotta e praticate delle incisioni laterali. Lasciar lievitare per un'ora.


L'impasto è finalmente pronto per la cottura. Bagnate la superficie con una mistura di acqua tiepida e poco sale fino, aiutandovi con un pennello. Versateci sopra i semi di Chia che si attaccheranno alla superficie. Mettete a cuocere per 15 minuti a 220°, poi abbassate la temperatura a 200° e lasciate cuocere ancora per altri 15-20 minuti. Il risultato sarà una pagnotta non particolarmente alta ma, come potete vedere dalla foto. avrà dentro una morbidissima mollica e una superficie croccante, ideale per farsi una  merenda rustica o una semplice cenetta (formaggi, salumi, uova, salse di vario tipo).