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martedì 9 dicembre 2014

Le ultime notizie sul cibo e mondo bio


La soia non previene i sintomi della menopausa


Gli isoflavoni, sostanze naturali contenute nella soia che hanno un'azione simile agli estrogeni, sono inefficaci nel prevenire la perdita della massa ossea e i sintomi della menopausa. Lo afferma uno studio compiuto dal Centro di ricerca geriatrica della Miller School of Medicine dell'Università di Miami. La ricerca, durata due anni, ha coinvolto 248 donne in menopausa da meno di 5 anni e con densità ossea ridotta. A metà del campione sono state somministrate tavolette di isoflavoni di soia, al restante 50% un placebo. Si tratta della prima volta nella ricerca scientifica che gli isoflavoni vengono studiati - contro placebo - per periodi così lunghi (il massimo erano stati sei mesi). Risultato? le ossa rimangono fragili e i sintomi da menopausa, come vampate e rossori, restano. 

(Fonte: Fondazioneveronesi.it)


Dal 13 dicembre, nuove etichette sui cibi venduti in Europa


La Comunità Europea ha emanato un nuovo regolamento che disciplina le nuove etichette alimentari. In particolare si dovranno specificare meglio le informazioni utili ai consumatori. Queste le novità che vedremo presto in etichetta: si specificherà la quantità degli acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, amidi, fibre, vitamine e minerali; nella carne e nel pesce si specificherà la percentuale di acqua aggiunta; si evidenzierà bene la presenza di eventuali allergeni, sia nei cibi imballati che gli sfusi (compresi i cibi venduti nei ristoranti e nelle mense); si deve indicare l'eventuale presenza di ingredienti che si presentano in forma di nanomateriali ingegnerizzati, cioè particelle piccolissime fatte in laboratorio usate per cambiare sapore, colore e struttura del cibo. In queste nanoparticelle spesso vengono anche inseriti gli additivi alimentari. La regola comunitaria è stata estesa pure alla carne clonata che è appunto frutto di questa tecnica ingegneristica.

(Fonte: Greenews.info;Macchinealimentari.it)


Il turismo sostenibile è in crescita, complici le prenotazioni online

Per merito del web, che rende facili ed economiche le prenotazioni, il turismo eco-sostenibile si sta diffondendo a macchia d'olio. Un sondaggio condotto dal progetto europeo Ecodots racconta come sta cambiando il modo di viaggiare in Europa. L'82% dei viaggiatori eco fa la sua prenotazione via web, il 39% per telefono, il 4% dai social network. I fattori di scelta per la meta preferita sono stati: la presenza di itinerari di ecoturismo (percorsi a piedi, a cavallo, in bicicletta); il cibo biologico; il noleggio biciclette. Il turista di oggi insomma vuole tanta natura, buon cibo e praticare movimento all'aria aperta. 

(Fonte: Alternativasostenibile.it)


La regione Liguria controllerà il cibo per i celiaci e gli allergici


La regione Liguria ha appena lanciato il progetto Gaia che servirà per istruire i ristoratori e gli operatori alimentari su come scegliere e cucinare cibi adatti agli allergici e ai celiaci. Si comincerà con le scuole, con il coinvolgimento degli istituti alberghieri e dei ristoratori locali. Poi si passerà agli ospedali e centri di cura (per le mense) e infine tutti i ristoranti delle località turistiche. Lo scopo sarà di garantire ai soggetti allergici o celiaci, sia liguri o turisti, un'alimentazione corretta e senza rischi, senza rinunciare al piacere della tavola. 

(Fonte: Ivg.it)


Ventimila visitatori ai musei del cibo di Parma


Dall'anno scorso a oggi i musei del cibo di Parma hanno ricevuto un numero record di ventimila visitatori. Il più apprezzato è stato il Museo del Prosciutto (col 32% delle visite totali), specie sotto settembre quando si organizza il festival dedicato al famoso insaccato; al secondo posto il Museo del Parmigiano Reggiano con sede a Soragna. Ad arricchire la bellezza del circuito museale i nuovi arrivati: il Museo della Pasta, a Collecchio e la Cantina dei Musei del Cibo, a Sala Baganza.

(Fonte: Ilfattoquotidiano.it)




(Photo Credits: Sue Richards, Roberto Rizzato, Abdallahh, Udo Schroter, from Flickr.com)









giovedì 4 dicembre 2014

Guida alla spesa bio: Coop



Oggi vorrei cominciare una rubrica che credo possa rivelarsi utile per chi come me ama mangiare cibi bio ma a volte si chiede dove trovarli. Da diversi mesi giro per gli scaffali di qualsiasi supermercato per vedere, trovare e provare poiché mi rendo perfettamente conto quanto sia difficile scovare queste novità tra una miriade di prodotti che sembrano tutti uguali. Il tempo che abbiamo a disposizione per fare la spesa poi è sempre poco e la fretta non ci aiuta a trovare le cose che desideriamo provare e la routine alimentare finisce per avere la meglio. Ecco quindi una mini-guida ai supermercati che dedicano spazio al bio e ai cibi di alta qualità. In questo post cominciamo con la Coop dove sono stata l'altro giorno...




La Coop ha diverse linee alimentari che si possono identificare abbastanza facilmente. La linea Vivi Verde è una gamma vastissima (che sta crescendo a vista d'occhio) che vanta un reparto a sé in cui si allineano ogni tipo di ingrediente o cibo confezionato rigorosamente certificato bio. Si riconoscono per il tipico colore verde brillante e la scritta in corsivo Vivi Verde e vengono venduti a un prezzo medio. Le loro caratteristiche sono:


  • Hanno il logo europeo dell'agricoltura e dell'allevamento certificati per cui sono prodotti secondo il rispetto della biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali e il benessere degli animali;
  • Hanno detto NO ai grassi tropicali (vedi grasso di palma e cocco) e agli aromi artificiali;
  • Sono realizzati tenendo conto di un basso impatto ambientale;
  •  Escludono gli OGM;
  • Non prevedono fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi chimica per la loro produzione;
  • Vietano ogni trattamento post raccolta come l'antimuffa sugli agrumi che poi rende la scorza non edibile;
  • Rispetto per gli animali: nel loro mangime non vengono aggiunti antibiotici o farmaci e le galline razzolano all'aperto;
  • Sono sottoposti a controlli continui compiuti da enti di controllo autorizzati dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
Linea Vivi Verde Coop: marmellate, cereali

Linea Vivi Verde Coop: farine, passate di pomodoro

Linea Vivi Verde Coop: biscotti

Linea Vivi Verde Coop: succhi di frutta

Le linee di prodotto sono davvero tante. Sulle farine per esempio c'è solo l'imbarazzo della scelta. C'è la classica farina 00, al farro, al kamut, integrale, e molti sono i preparati per fare il pane in casa come il pane nero coi semi di girasole e quello ai 5 cereali. La pasta prevede spaghetti, penne, fusilli e altri tipi (anche per fare brodi e minestroni) che passano dal bio al kamut e all'integrale. Idem per il riso. Io li ho assaggiati tutti e posso dire che sono molto saporiti e parecchio digeribili. Stesso discorso vale per i biscotti, le brioche, le marmellate e le bevande come i succhi di frutta o i the/tisane. 

Reparto frigo Senza Glutine della Coop
Se ci spostiamo nei reparti frigo vendono anche la carne (anche se qui la scelta è ancora poca e i prezzi non sono tanto bassi), mentre sul surgelato mi ha incuriosito la pizza al kamut e tutta la linea per i vegani/vegetariani come le cotolette al tofu che sicuramente proverò (io non sono vegetariana ma amo sperimentare sapori nuovi). Scaffali appositi segnalano anche i cibi adatti ai celiaci sia per la merce confezionata che per i surgelati. Infine il reparto frutta e verdura ha un suo angolo bio anche se mi è sembrato ci fosse poca scelta e alcuni frutti erano già troppo maturi quindi su questo fronte si può fare di più. 

Scaffale Benessere con cibi bio di marche di qualità

Tanti marchi famosi accanto alla linea bio della Coop

Folta linea per i celiaci con marchi specializzati
Oltre ai prodotti a marchio Vivi verde Coop, in questi stessi reparti, ci sono anche i "cugini" di altri marchi che ampliano l'offerta, per esempio è qui che ho scoperto la pasta al farro Poggio del Farro che è stato amore al primo assaggio! Si tratta di marchi di spicco come la De Cecco (che ha una linea di pasta al kamut), Alce Nero (che fa dei biscotti deliziosi!) e Valsoia (per le bevande senza lattosio e senza OGM).


Linea Fiorfiore Coop con prodotti italiani Doc e Dop

Dolci tipici regionali della linea Fiorfiore
Una piccola nota la meritano anche i cibi delle linee Fiorfiore e Solidal. Fiorfiore propone cibi della tradizione gastronomica italiana, per cui per quanto non strettamente bio, rientra nel felice gruppo dei cibi caserecci, frutto di antica sapienza e storia di qualità. Infatti come già dicevo non sono una pazza fanatica del bio, amo mangiare ciò che è buono e sano e proviene anche da ricette del nostro straordinario patrimonio alimentare italiano di cui dobbiamo andare fieri! Nella linea Fiofiore quindi si da attenzione al territorio per cui si può trovare la pasta di semola di Gragnano, il pesto al basilico genovese Dop, la pizza con mozzarella di bufala campana, il croccante della Sicilia. Diciamo che è un viaggio dentro i sapori d'Italia! 


Sul versante più mondiale invece figura la linea Solidal, ovvero i prodotti del commercio equo-solidale che aiuta i piccoli produttori dei paesi in via di sviluppo. Per chi ancora non conoscesse questi prodotti non fatevi ingannare dalla frase "paesi in via di sviluppo"...pensando che magari si tratta di materie prime più scadenti. Per mia esperienza è esattamente il contrario! Se assaggiate il cacao, il caffé, il cioccolato, il the, il riso del commercio equo-solidale non tornate più indietro perché sono buonissimi! Io per esempio ho il the verde deteinato solidal Coop e non mi stanca mai tanto è leggero e aromatico. Si vede che viene dall'India perché laggiù sono esperti da secoli di erbe e infusi e anzi, in materia, hanno tanto da insegnarci. Quindi fidatevi e provate qualcosa. Nei prossimi post farò alcune recensioni dei prodotti che ho comprato di recente. 

Il biologico ormai è alla portata di tutti
Per concludere posso dire che sono molto contenta che nei supermercati sia arrivato il biologico e che la scelta stia diventando così ampia e i prezzi sempre più abbordabili. Questo è il segno che ormai mangiare con criteri di scelta consapevoli non è più una moda ma sta diventando un'abitudine buona e consolidata.