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venerdì 13 marzo 2015

Crema di tofu alla mediterranea



Quando tiro fuori la parola "tofu" tutti scappano! altri fanno la bocca storta! insomma non è proprio uno dei cibi che fa venire l'acquolina in bocca, del resto è bianco, pallidino, geometrico,e non sai mai come devi mangiarlo. A parte i vegani e i vegetariani che hanno il pregio di saperlo sfruttare al massimo. Nel mio frigo è entrato davvero da poco tempo per cui anche per me è un cibo tutto da scoprire. Credo che valga la pena aromatizzarlo all'italiana, in modo da rendere il suo sapore neutro un qualcosa di nostro e riconoscibile, per cui gli aromi di accompagnamento sono fondamentali. 

Tofu biologico Viviverde Coop: 100% italiano, ricco di proteine, adatto a ogni tipo di ricetta!
Ecco quindi una crema di tofu da preparare in un lampo che ha tutto il nostro gusto mediterraneo, sembra di mangiare un formaggio spalmabile, non ci si accorge affatto della differenza, col vantaggio di assumere proteine vegetali anziché animali, quindi niente grassi, colesterolo e scorie tossiche frutto della digestione dei grassi animali (che infiammano le nostre cellule provocando malattie e malesseri vari). Infine se avete dei semi a disposizione (Chia, papavero, finocchio, ecc) tanto meglio! mangerete una miniera d'oro di antiossidanti e vitamine!

Ingredienti per una persona:

65/70 grammi di tofu fresco
una manciata di olive snocciolate
una manciata di capperi 
qualche cucchiaio di olio evo
sale 
pepe
maggiorana
semi di Chia o di altro tipo (opzionale)
crostini o cracker senza sale su cui spalmare la crema

Preparazione:

Tagliare il tofu a fettine. 


Sciacquare i capperi e asciugarli. Mettere in un mixer tofu, olive, capperi, olio, sale e pepe. Mescolare fino a ottenere una crema. Se necessario aggiungere altro olio fino a raggiungere una consistenza densa e spalmabile. 


Mettere su ogni crostino una cucchiaiata di crema. Ultimare con una spruzzata di maggiorana. Se li avete, aggiungete anche dei semi a vostra scelta. 



                                                                                                              Scarica qui la tua ricetta in PDF!

martedì 3 marzo 2015

Tour nella Milano Sapori: seconda parte



Proseguiamo con la seconda parte del tour nella fiera Milano Sapori. Uno stand che mi è piaciuto da subito per i suoi brillantissimi colori è stato quello dei mirtilli, frutto di bosco che adoro e che aiuta tanto a sviluppare la vista e a preservare le vene dai problemi di circolazione. Pensate che ai piloti dell'Aeronautica Militare americana per vedere meglio al buio quando volano con i loro aerei gli danno integratori a base di mirtillo e funzionano!

Dalla Lombardia, succo di mirtillo puro o dolcificato solo con zucchero di canna 
Per cui se soffrite di abbassamento di vista mangiate più mirtilli, ci guadagnerà anche il gusto! Per esempio potete berli sotto forma di succo, possibilmente insaporiti con solo zucchero di canna o altro tipo di fruttosio; mangiarli così, magari aggiunti allo yogurt; o ancora come marmellata, che si può spalmare sul pane, o sciogliere appena appena da mettere sopra il gelato o le cheesecake.

I capperi di Pantelleria: a marchio IGP sono rigorosamente conservati sotto sale
Un altro piccolo amico della natura è il cappero di Pantelleria. E' un cibo IGP e per capirlo basta guardarlo: grande, polposo, dal sapore deciso ma mai acidulo, è un alleato eccezionale in cucina. Trasforma le ricette più banali in qualcosa di saporito. Una buona idea è aggiungerlo quasi a fine cottura, per preservarne l'aroma oppure tritarlo a crudo per preparare le salse. Si abbina praticamente a tutti i tipi di pietanze, dagli antipasti ai primi fino a dei deliziosi secondi. Alla fiera mi hanno regalato un piccolo depliant che propone ricette coi capperi, ovviamente tutte di origini siciliane e dall'apparenza proprio gustosa. Proveremo!

Il torrone sardo è fatto solo con miele sardo e mandorle
 Dalla Sardegna sono arrivati i classici dei classici: il torrone di Tonara, il mirto e alcune praline confezionate con i sapori del mitico miele di corbezzolo o con il mirto. Un'altra bella recente novità è il torrone al mirto: se avete occasione di assaggiarlo, non rifiutatelo!

Farro soffiato con cioccolato bianco dalla Sardegna

Il miele di corbezzolo è il più noto in Sardegna; qui ci fanno anche i tartufini

Tartufini ripieni con mirto della Sardegna
Le sfogline, ovvero le tagliatelle fatte a mano dai maestri pastai della Miss...ione Matterello, emiliani doc affezionati alla tradizione della loro terra.
Un maestro pastaio dell'associazione Missione Matterello: Gianpaolo Chiossi, il più giovane del gruppo ma di grande talento!
La maglietta ricordo dell'associazione: loro hanno raccolto i fondi per favorire la ricostruzione della torre di Modena, distrutta dal terribile terremoto del 2010.
L'incontro più emozionante e piacevole alla fiera Milano Sapori, è stato con l'Emilia Romagna. Ho conosciuto i simpaticissimi amici della Miss...ione Matterello, un'associazione culturale gastronomica di Reno Centese, in provincia di Ferrara. Questo gruppo è composto da maestri della sfoglina emiliana, praticamente dei maghi della pasta all'uovo e del matterello che hanno creato "la tagliatella solidale". 

Il nuovo obiettivo dei maestri del Matterello: ricostruire una scuola del loro paese, Reno Centese, in provincia di Ferrara
Il ricavato delle loro attività e dei loro prodotti infatti va in beneficenza a favore della ricostruzione della torre di Modena andata distrutta dopo il terribile terremoto dell'Emilia. avvenuto nel 2012. Una tragedia che difficilmente verrà dimenticata dagli italiani ma gli emiliani, si sa, sono un popolo che si rimbocca le maniche e si sta dando un gran daffare per rimettere in piedi una territorio così bello.

Qui il loro nobile strumento di "battaglia": il matterello perfetto per sfogliare le tagliatelle all'uovo!
Un valido esempio è proprio questa associazione, che con l'arte della pasta - arte emiliana per eccellenza! - vuole trasmettere gioia e fiducia alla sua terra. Mi hanno contagiata con la loro energia, il loro spirito di condivisione e ci siamo accordati per sentirci ancora una volta per una bella intervista. Quindi presto leggerete tante belle cose su Rina, Gianpaolo e Giuseppe, gli amici della sfoglina solidale. Siete grandi, ragazzi!

Frutta essiccata dalla Turchia: ha una polpa eccezionale!
Un ultima prova assaggio è stata riservata alle albicocche secche provenienti dalla Turchia. Sulle prime ero perplessa...perché le associavo a quelle vendute nei supermercati, che costano parecchio e alla fine sanno un po' di finto. Così, come è abitudine dei venditori mediorientali, il signore dello stand è partito all'attacco in modo molto pratico: mi ha fatto assaggiare tutto! poche chiacchiere, molti fatti dopo, ho scoperto il vero piacere della frutta essiccata. Era di grande dimensioni, molto polposa, con l'interno morbido e cremoso. Inoltre il sapore non era dolce, bensì un neutro vagamente zuccherino, in quanto non erano stati aggiunti zuccheri o conservanti.

Albicocca essiccata turca: il colore rimane scuro perché non ci aggiungono coloranti. La polpa dentro è piena e morbida
Infine l'unica fonte di essiccatura è stata il sole della Turchia e non sono stati aggiunti coloranti. E' chiaro che ho domandato cosa le differenzia da quelle del Sud Italia (dove il sole di certo non manca) e mi hanno detto che queste albicocche subiscono una totale essiccatura al sole, mentre da noi è parziale; inoltre da noi si tende ad aggiungere il colorante per renderle più arancioni, mentre in quelle autentiche turche (come quelle che ho preso io) il colore è naturale, infatti sono più scure e meno "belle", però sono più vere, eh!

Milano Sapori è stata ancora...

Pasticciotti pugliesi, ripieni di creme dolci di vari gusti
Panzerotti pugliesi ripieni di pomodoro e mozzarella
Spianate toscane, belle farcite
Spezie a volontà, come fosse un Suk!
Speck dell'Alto-Adige, che bontà!
Creme alla frutta leggermente alcoliche
Pasticceria tipica napoletana
Il mitico pane pugliese di semola

La Gubana, torta tipica del Friuli
La bottarga, dalla Sardegna
Sempre dalla Sardegna, le olive condite, ottime come aperitivo!
Dopo tutto questo bel giro, cosa ho deciso di portarmi a casa, allora? Ho preso le nocciole del Piemonte IGP, la marmellata di mirtilli con solo zucchero di canna, le albicocche turche e i dolcetti arabo palestinesi. Stavolta insomma ho fatto 50 e 50, tra bontà nostrane e novità straniere, in fondo è piacevole sperimentare le novità e aprire la propria mente grazie al cibo. Che ne pensate?

La mia piccola ma gustosa spesa alla Milano Sapori: la marmellata di mirtilli; le nocciole del Piemonte IGP; i biscotti arabi e la frutta essiccata della Turchia. Ho già cominciato a mangiarmi tutto! Yum! 

giovedì 5 febbraio 2015

Le sfiziose pizzette di Cagliari



Ogni tanto cedo al fascino ( e alla nostalgia) delle pizzette di Cagliari. Sono delle piccole pizzette tonde, fatte di pasta sfoglia, farcite di pomodoro, olio e capperi. Di solito, strano a dirsi, si consumano a...colazione! In tutti i bar di Cagliari infatti le trovate calde e fragranti proprio al mattino, da accompagnarsi con succhi di frutta o cappuccino. Mi rendo conto che la colazione salata non è una consuetudine degli italiani, ma proprio per questo voglio sfatare un mito, le pizzette sfoglia, a Cagliari, vanno a ruba e sono un classico dei giovani che tornano dalle discoteche nelle prime ore del mattino. Quando ero più giovane l'ho fatto tante volte anch'io; è facile trovare forni e bar che già dalle due ti vendono le paste e le pizzette calde, una vera delizia, da condividere con gli amici sulle panchine delle piazzette, sotto i caldi cieli sardi, per chiudere le allegre serate in compagnia. 


Ogni tanto quindi le replico a casa, e mi tocca arrendermi ai rotoli di pasta sfoglia venduti nei negozi, perché non ho mai così tanto tempo per farmela da me (anche se, lo prometto, ci proverò!). Il neo di queste sfoglie è che contengono i grassi di palma, un tipo di condimento parecchio dannoso per la salute. Ma dal momento che la compro davvero raramente so che posso fare un'eccezione! Intanto mi aspetto che alcuni supermercati, la Coop, l'Esselunga, i discount Md e Ld, mantengano la loro promessa: entro il 2015 toglieranno il grasso e olio di palma dai loro prodotti a marchio (e c'è anche la pasta sfoglia). Staremo a vedere così potrò ricorrere più spesso a questo utile ingrediente che, comprato già pronto, fa risparmiare davvero un sacco di tempo! 

Ingredienti per due/tre persone

due rotoli di pasta sfoglia
una ciotola con: passata di pomodoro, olio evo, sale, origano, due cucchiai di concentrato di pomodoro mescolati bene tutti insieme


un uovo: apritelo e separate il tuorlo dal bianco e metteteli in due ciotoline separate
capperi

Procedimento

Aprite i rotoli di pasta sfoglia e con un bicchiere per dare la forma e una rotella per tagliare fate dei cerchi (o con la sola rotella fate tanti quadratini, come ho fatto io per comodità). Fate in modo che le misure combacino sui due rotoli.


Punzecchiate con una forchetta la pasta sfoglia. Ora mettete un cucchiaio di condimento al centro dei quadratini del primo rotolo. Aggiungete i capperi. Date un'ultima spizzicata di sale fino. 


Con un pennello da cucina, passate la chiara d'uovo sui bordi dei quadratini. 


Ora chiudete con i quadratini del secondo rotolo. 


Sbattete leggermente il tuorlo; spennellate sulla superficie delle pizzette. 


Passate in cottura per 10-15 minuti, in forno pre-riscaldato per 10-15 minuti a 180°. Ne usciranno delle pizzette gonfie, belle fragranti, con un ripieno sfizioso e leggero. Fate attenzione solo a una cosa: dentro sono caldissime, soffiateci sopra prima! 




mercoledì 17 dicembre 2014

Coniglio alla cacciatora - Rabbit cacciatore

Coniglio alla cacciatora - Rabbit cacciatore
Il coniglio alla cacciatora è una classica ricetta di campagna. Esalta la genuina rusticità della sua carne con un condimento tutto mediterraneo a base di olio extravergine di oliva, capperi e rosmarino
The rabbit cacciatore is a classic country recipe. It enhances the genuine rusticity of white flesh with a Mediterranean dressing made by olive oil, capers and rosemary.

Rosmarino e capperi: un'abbinata vincente!  - Rosemary and capers: a winning couple!

Ingredienti per due persone:

un coniglio da 500/600 grammi già tagliato a pezzi;
brodo;
olio di oliva extravergine;
verdure per soffritto (carote, cipolla, sedano) già affettate a piccoli pezzi;
capperi;
rosmarino;
vino bianco (mezzo bicchiere).

Ingredients for two people:

a rabbit of 500/600 grams already cut into pieces;
broth;
extra virgin olive oil;
vegetables for sautéed (carrots, onion, celery) already sliced into small pieces;
capers;
rosemary;
white wine (half a cup).

Procedimento - Procedure:

Scaldare il brodo in un tegame e, se necessario, aggiungere un po' di sale;
Heat the broth in a saucepan and, if necessary, add a little of salt.


Versare tre dita di olio in una pentola capiente, aggiungere le verdure e farle soffriggere a fiamma bassa per 5 minuti.
Pour three fingers of oil in a large pot, add the vegetables and sauté for 5 minutes.


Porre i pezzi di coniglio nella pentola e far rosolare per 5 minuti girandolo più volte.
Place the rabbit pieces in the pot and brown for 5 minutes turning several times.


Bagnare il coniglio con il vino e far evaporare per 3 minuti, rigirandolo. 
Wet the rabbit with the wine and let evaporate for 3 minutes, turning.


Aggiungere il brodo e alzare la fiamma (deve essere una fiamma media).
Add broth and raise the heat (It must be a medium flame).


Distribuire i capperi e il rosmarino.
Distribute the capers and rosemary.


Una volta che la salsa ha preso a bollire, abbassare la fiamma a poco più del minimo (il coniglio deve sobbollire e si deve vedere l'acqua che fa le bollicine sui bordi della pentola):
Once the sauce has taken to boil, reduce heat to just above the minimum (the rabbit must simmer and you should see the water that makes the bubbles on the edges of the pot).


Socchiudere col coperchio; lasciar cuocere per circa 30/40 minuti fino a che il coniglio appaia morbido e rosolato e la salsa sia raffinata (cioè abbia assorbito bene tutti gli ingredienti e appaia cremosa e color oro scuro).
Keep the lid on the pot; cook the rabbit for about 30-40 minutes until it appears soft and browned and the sauce is refined (it means that it has absorbed all the ingredients and it looks creamy and dark gold).

Tenero e gustoso, il coniglio alla cacciatora si può anche preparare il giorno prima, conservarlo in frigo e scaldarlo con un filo d'olio il giorno dopo.
Tender and tasty, you can also prepare rabbit cacciatore the day before, store it in the fridge and heat it with a spoon of oil the next day.