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mercoledì 27 maggio 2015

La magia della piastra refrattaria, e la pizza è come quella del ristorante!



Un mio caro amico, Andrea, mi ha fatto un regalo bellissimo! Lui, che è un sardo specializzato in artigianato sardo e lavorazione di materie prime di alta qualità, mi ha dato in dono una pietra refrattaria, ovvero una lastra di pietra rettangolare che sta perfettamente dentro il forno elettrico di tutte le cucine e cambia completamente la cottura in forno. Infatti i tipici prodotti da forno, come pane, pizze e piadine, se messi a contatto di questa pietra rovente, subiscono una cottura eccezionale ed è come averle comprate dal panettiere o aver preso la pizza al ristorante. Insomma, very professional!!! 

La piastra refrattaria è una lastra di pietra da mettere nel forno elettrico che cambia completamente la cottura di pizze, pane, focacce e piadine. Infatti escono dal forno fragranti, leggere, croccanti sotto, in poco tempo e in maniera uniforme. Costa pochissimo e si pulisce facilmente. Per saperne di più clicca su:  http://www.alart.it/2068-piastre-per-pizza
Come impasto per la mia pizza (vi segnalo una dose per due persone) ho usato 300 grammi di farina biologica, divise così: 200 grammi di farina di farro, 100 grammi di farina di frumento integrale, un lievito madre attivo della Ruggeri con cui mi trovo benissimo perché lievita perfettamente e non gonfia la pancia, due cucchiai di olio evo, un cucchiaino di sale fino iodato, 180 ml di acqua tiepida. Un impasto che ho fatto lievitare per 3 ore buone sfruttando ancora una volta la pietra usando il forno come camera di lievitazione. Mi è bastato accenderlo prima tenendo la temperatura di 35°, in questo modo la piastra si è appena intiepidita ma, grazie al suo potere di trattenere il calore a lungo, mi ha fatto lievitare l'impasto che è una bellezza! Ma ovviamente il momento clou è stato la cottura della pizza. 

Il mio lievito per pizze e pane: lievito madre attivo Ruggeri, fatto con lievito madre di germe di grano. Gonfia perfettamente ogni impasto, e non irrita la pancia in fase di digestione.
Dopo averla condita con la salsa di pomodoro e origano e qualche pizzico di sale, l'ho messa in forno pre-riscaldato per 3 minuti. Come mi ha consigliato l'espertissimo Andrea, ho acceso il forno in modalità ventilata al massimo della temperatura (250°), e quando era pronto ho messo l'impasto con l'aiuto di una palettone. In 3 minuti appena l'impasto si è gonfiato, ha preso un colore dorato e il fondo era già mezzo croccante, incredibile! Poi ho tolto le pizze dal forno e le ho condite con mozzarella, capperi e acciughe. E via con la seconda infornata, durata 5 minuti. Il risultato è stato a dir poco sorprendente! sembravano le pizze del ristorante! fragranti, leggere, gonfie e con la pasta leggerissima, cotta bene da tutte le parti. Portate in tavole, profumatissime, avevo l'acquolina in bocca e infatti...prima ho dato un bel morso e poi...ho fatto la foto! scusatemi, ma è stato impossibile resistere! 

Ecco la mia pizza buonissima, profumata e fragrante. Cotta in pochi minuti e in maniera uniforme, come al ristorante! 
Dopo questo esperimento, perfettamente riuscito, non vedo l'ora di provare la piastra refrattaria con focacce e piadine. Mi sembra di giocare col dolce forno che avevo da bambina!!! Per chi avesse qualche altra curiosità su questa pietra vi posso dire che è facilissima da pulire, basta un panno umido che toglie polvere e macchie, e solo dopo parecchi utilizzi si deve fare un'immersione in acqua calda e dare una grattatina con una spazzolina di nylon. Altrimenti basta la sola spugnetta umida in quanto le tipiche macchie scure della cottura che si depositano sopra non nuocciono alla pietra. Infine per quanto riguarda il costo, esso dipende dalla dimensioni, ma non va mai oltre i 20/22 euro, un prezzo assai modesto in cambio di prestazioni culinarie altissime. 


Se siete curiosi di vederle o di comprarle potete dare un'occhiata al sito del mitico Andrea, che vende in tutta Italia e vi darà tutti i consigli su come usare questo magnifico alleato in cucina. Clicca su: http://www.alart.it/2068-piastre-per-pizza o scrivi a info@alart.it 


martedì 24 febbraio 2015

Le Alichips, alici con patate!



Carissimi bio-amici, ormai avrete capito quanto vado matta per il pesce e quanto sia importante per me parlare delle sue immense virtù nutrizionali. Nei miei post infatti vorrei sfatare il mito - duro a morire! - che il pesce è un cibo costoso e pertanto sia meglio sostituirlo con qualcosa di più economico, come la classica fettina di carne o il solito etto di prosciutto! Lungi da me criticare a tutto campo sia la carne che i salumi, che sono buoni e meritano di essere mangiati. Ma è anche vero che occorre un certo equilibrio, se vogliamo tenerci in buona salute e, perché no?, stare in forma. In più non è vero che ai bambini non piace: io sono cresciuta in un posto di mare, a Cagliari, e mi hanno abituato sin da piccola a mangiarlo e le varie ricette, semplici e mediterranee, mi hanno reso questo compito facilissimo! Una lancia da spezzare ancora di più è a favore del pesce azzurro, cioè quello che popola il nostro Mar Mediterraneo, magari non più pescoso come un tempo, ma ancora ricco di bontà. Eccovi quindi una mia propostina alimentare, per una cenetta allegra o un pranzo con bambini a tavola: le Alichips, ovvero le alici (o acciughe) con contorno di patatine a bastoncino. Il buono della alici è che contengono tantissimi grassi Omega3, proteine in quantità e tanto selenio, ferro e fosforo. 

Il Mar Mediterraneo è ricco di pesce azzurro, un tipo di alimento ancora oggi poco considerato ma è un vero peccato! con poche e facili ricette si mangia un cibo ricco di gusto e davvero molto sano! In più costa pochissimo!
Sono un autentico regalo del Mare Nostrum e sarebbe un peccato non mangiarle almeno ogni tanto. In più, come vi dicevo, costano pochissimo! Ho comprato una confezione di alici fresche al banco del pesce al prezzo di 1.79 euro appena, per il peso di 350 grammi che basta per due belle porzioni abbondanti! Infine ho voluto mettere da parte l'abitudine di cuocerle in pastella e friggerle, perché a quel punto mandi in malora le virtù salutistiche, eh! Ho cercato invece un modo altrettanto sfizioso di renderle croccanti ma in una sana cottura in forno; al posto della pastella con uova ho fatto una salsa tutta italiana (olio di oliva, grana padano e capperi) e ho accompagnato il tutto da un contorno "per bambini": patatine a bastoncino ma di quelle "moderne", che si cuociono in forno senza olio ma escono croccantissime! Insomma, ne è uscita una variante sana e nostrana del fish and chips all'inglese, e per questo ho voluto chiamarla Alichips! :)) 

Ingredienti per due persone:

300/350 grammi di alici fresche
4 cucchiai di capperi 
uno spicchio di aglio
6 cucchiai di olio evo
4 cucchiai di grana grattugiato
4 cucchiai di pan grattato
prezzemolo tritato
sale e pepe

Procedimento:

Lavate e asciugate le alici. 



Procedete con la pulizia del pesce: staccate la testa, togliete il filo nero, staccate la lisca. Disponetele aperte su una vassoio. Alcune si spaccheranno, ma non importa. Andranno bene lo stesso, una volta impanate riprenderanno forma e volume. 



Ora preparate la salsa: mettete in mixer tutti gli altri ingredienti e fatene una crema densa e spalmabile. Se rimane secca, aggiungete un po' di olio. Mettetela in un piatto fondo.




Tuffate le alici nella salsa e avvolgetele su loro stesse. 



Disponetele su un tegame coperto di carta forno. Irrorate con un filo di olio. Fate cuocere a 200° in forno-preriscaldato per 25/30 minuti. Devono risultare ben dorate e croccanti. Insieme, in un tegame a parte, cuocete le patatine da forno. 



Ho appurato che non ci impiegano affatto 13 minuti come dice la confezione, nel mio caso ce ne sono voluti 25. Forse vale la pena metterle in forno un po' prima del pesce, per non doverle aspettare dopo, come è capitato a me! Servite insieme e gustatevi la croccantezza di un pasto sano e sfizioso insieme! 





(Photo Credits: Will Deutsch from Flickr.com) 


domenica 1 febbraio 2015

Il cosciotto di Obelix, che bontà!



Avete presente il cosciotto che si mangia Obelix? ecco, ho voluto farmene uno anch'io! maestoso, polposo e con un bel contorno. In fatto di cosciotti, grandi e saporiti, vince sicuramente la carne di tacchino. L'importante - per non ritrovarsela asciutta - è idratarla a puntino sia all'inizio che a metà cottura e farla cuocere a lungo e in maniera delicata. Un po' come facevano gli antichi parenti di Obelix: li mettevano alla brace e giravano per un bel po' conditi con salse, birra ed erbe profumate. Un altro accorgimento è la marinata: ecco quindi il primo passaggio che garantisce la massima resa del cosciotto di tacchino al forno. 

Ingredienti per due persone:

due cosciotti di tacchino
olio evo
sale fino
pepe
erbe: rosmarino e salvia tritate
vino bianco
come contorno: patate e insalata di verdure

Procedimento:

Incidete i cosciotti con un coltello.


Si comincia alcune ore prima con la marinata: in una ciotola capiente versate olio evo, sale fino, pepe, le erbe, due dita di vino bianco, nella quantità che serve a immergere la carne. Spalmatene anche attorno e dentro le incisioni con le dita. Mettete a riposare in frigo per alcune ore (minimo 2-3; io le ho lasciate tutto il giorno).



Dopo sono pronte per la cottura al forno. Sulla teglia, coperta di carta forno, disponete le cosce, ben intrise del loro condimento e attorno ad esse le patate tagliate a cubetti e uno spicchio di aglio. Condite con altro olio, sale, pepe, le erbe, e mettete in un angolino una ciotolina di acqua (servirà a mantenere l'umidità interna del forno e di conseguenza a non far seccare la carne).


Mettete a cuocere in forno pre-riscaldato a 200°-220° per un'ora, ma attenzione! a metà cottura, quindi dopo i primi 30 minuti, dovete girare la carne e bagnarla con dell'altro vino bianco (altre due dita basteranno).


Portate in tavola la carne con le patatine e completate con un'insalatina (magari biologica, che trovo sia molto più tenera e saporita). Buon cosciotto di Obelix a tutti!