Visualizzazione post con etichetta salumi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salumi. Mostra tutti i post

domenica 1 marzo 2015

Tour nella Milano Sapori: prima parte


Bbrrr, che freddo faceva fuori dalla fiera, ma ne è valsa la pena venire a visitarla!
Che food blogger d'Egitto sarei se non partecipassi agli eventi enogastronomici? Ma soprattutto...chi si perde le novità alimentari e tanti gustosi assaggini gratuiti? Per questo ho trascorso una bella serata alla fiera Milano Sapori organizzata nel padiglione fiere di Assago (più nota forse per i concerti e le competizioni sportive). Qui ho avuto modo di fare delle spassionate chiacchierate con imprenditori agricoli, porre domande su cibi che non avevo mai mangiato in vita mia, conoscere persone che hanno lasciato un segno nella mia memoria per via della loro immensa passione per il cibo ma anche per la loro commovente sensibilità. Vorrei raccontarvi la mia serata alla Milano Sapori soprattutto per immagini, perché mi sembra il modo migliore per portarvi con me in questo caloroso mondo di fantasia gastronomica...venite...

Cin Cin! Con un assaggio di vino medievale realizzato con una ricetta elaborata da Federico II 
Sapete già che, come dicono i miei amici, sono un po' "embriagona", cioè non arretro davanti a vini e calici di spumante. E guarda caso il mio primo impatto è stato con lo stand della Basilicata, che proponeva un vino medievale, ovvero un vino rosso arricchito di spezie quali pepe, cannella, zenzero e miele, ottenuto per infusione, come mi hanno spiegato mentre lo degustavo.

Il vino medievale si ottiene con un vino rosso arricchito di pepe, cannella, zenzero e miele: molto particolare!
Pare sia una ricetta antica che risalga ai tempi di Federico II e si accompagni bene con dolci, formaggi e funghi trifolati. A me è piaciuto perché apprezzo molto le spezie nelle bevande; in passato permettevano la conservazione del prodotto per evitare conservanti artificiali ma questa legge è valida ancora oggi. Più raffiniamo il cibo, più lo impoveriamo (anche nel sapore) e siamo poi costretti a mettere additivi chimici per conservarli e dargli aroma.

Grosse e ricche di gusto sono le nocciole IGP del Piemonte
Dopo sono passata allo stand del Piemonte e qui mi ha accolto una cesta colma di nocciole generose nella forma e nel gusto. Avreste dovuto sentire che genuino sapore avevano! ora capisco perché hanno meritato la dicitura IGP, Indicazione Geografica Protetta, che viene data ai cibi di uno specifico territorio che vanta qualcosa di unico.

Sempre dal Piemonte, la grappa alla camomilla
Queste nocciole hanno decretato il successo di numerose aziende dolciarie, sia di alta pasticceria, pensate solo al cremino e al gianduiotto, noti cioccolatini piemontesi. Ma anche dell'industria dolciaria, come la Ferrero e la Novi, che senza questi gioiellini, dove sarebbero adesso? Ecco perché ne ho comprato subito un pacchetto...è da due giorni che sgranocchio e non mi sono ancora stancata...

La birra artigianale non gonfia ed è sempre molto digeribile
Lo ammetto non sono proprio una grande estimatrice di birra; ma so capire la differenza tra una artigianale e una non proprio naturale...come mi ha spiegato una simpatica ragazza dello stand, la differenza risiede in questi fattori: la birra buona non deve essere filtrata, non deve aver subito un processo di pastorizzazione, e mai deve essere gasata artificialmente. Se passa queste caratteristiche raggiunge un vero sapore di malto, non gonfia la pancia e la digerisci che nemmeno te ne accorgi. Il segreto sta anche nella lievitazione, che deve essere lenta, al contrario delle birre commerciali che sono troppo fermentate.


Per cui nessuno vi bacchetta la mano se bevete una birra del supermercato, sono pratiche e facili da tenere in casa, ma se andate per fiere o uscite la sera nelle birrerie non tiratevi indietro davanti a un boccale di una bella birra artigianale, sentirete che differenza!

La Toscana ha proposto tra i salumi migliori al mondo
Una delle persone più simpatiche che ho incontrato proveniva dalla Toscana; una ragazza col tipico piglio toscano, allegro e spavaldo, che ti fa subito venire il buonumore. Accanto a lei c'erano tra i migliori salumi del mondo e stavo quasi per inginocchiarmi dinanzi a tanta grazia! Il prosciutto toscano è decisamente rinomato (ha il marchio DOP), si affetta al momento, così la fetta rimane morbida. ed è frutto di secoli di storia alimentare italiana.

Il famigerato prosciutto crudo toscano: ogni coscia viene salata e aromatizzata da salatori specializzati che scelgono la giusta salatura, un pezzo alla volta
Inizia con una classica macellazione, e dopo un'attenta lavorazione viene condita con un mix a base di sale marino e aromi della Maremma toscana ma... attenzione! ogni coscia non viene salata allo stesso modo, bensì gli esperti salatori capiscono come regolarsi ogni volta e calibrano la salatura pezzo per pezzo!. La stagionatura avviene all'aria in mondo lento e controllato in modo da preservare tutte le qualità della carne.

Il salame toscano: viene stagionato tradizionalmente sotto la cenere, come facevano gli antichi
Un'arte sopraffina ragazzi, che merita davvero un assaggio! Altra perla scoperta in questo padiglione è l'ultimo arrivato nel mondo dei cibi IGP, la mortadella di Prato, una specialità che fu inventata la bellezza di otto secoli fa e per nostra fortuna è stata tramandata fino a noi.

Ultima arrivata nel mondo degli IGP, la mortadella di Prato. Ha origine da una ricetta di ben otto secoli fa!
E' un salume "povero" in quanto nato dalle carni di scarto della produzione della finocchiona, a cui si aggiunge una consistente dose di pepe nero, aglio, coriandolo, cannella, chiodi di garofano e aromatizzate con alkermes. Infine viene bollito. Nonostante la considerevole presenza delle spezie vi assicuro che il suo sapore è delicato, la carne si scioglie in bocca e non sa di grasso come la mortadella classica. Dovete scoprirla assolutamente!

Pasticceria arabo-palestinese: ricca di ingredienti mediterranei come miele e sesamo
Il mio stupore è giunto al massimo quando sono approdata nello stand dei dolcetti arabo-palestinesi, dei pasticcini che ricordano tanto le ricette mediterranee di una volta. Miele, pistacchi, mandorle, sesamo, zucchero di canna, sono gli ingredienti di questi magici dolcetti. Non nego che sulle prime fossi diffidente...pensavo: "Saranno troppo dolci o troppo speziati"... ma il ragazzo dello stand non ha perso tempo e me li ha fatti assaggiare praticamente tutti!

Mamool: pasticcini fatti con pasta di semolino e ripieni di frutta secca

Biscotti con fichi secchi e mandorle tritate
Pasticcino arabo ripieno di pistacchio
Mi sono subito ricreduta al punto da poter dire che sono tra i biscotti con gli ingredienti più nobili che conosca. Dopotutto i primi mercanti di spezie e materie prime sono stati proprio i mediorientali e avere tanto ben di Dio a disposizione gli ha permesso di inventare dei prodotti sopraffini.

I biscotti siciliani fatti con zucchero di canna, farina integrale e..lavanda! Tutto biologico al 100%
Per concludere questa prima parte del nostro viaggio nel mondo dei sapori vi parlo di un altro assaggio curioso: dalla Sicilia, terra di colori e di profumi, proviene la lavanda, una pianta molto aromatica che non si usa solo per profumare la biancheria! loro ce la mettono anche nei biscotti, e il sapore nel palato è stato assai strano. All'inizio infatti avverti il sentore della lavanda che, forse mi ha dato un po' fastidio, ma dopo ti lascia un retrogusto piuttosto buono e diverso dal solito. Se siete stanchi dei soliti biscotti provate quelli alla lavanda, è un'esperienza croccante e poetica.

Alla fiera di Milano Sapori ho trovato ancora...

I tortellini emiliani da fare in brodo, li ho assaggiati crudi su insistenza del cuoco e visto che lo facevano tutti ho provato anch'io, beèèè erano bboni!!!
Spicchi di aglio aromatizzati in vari modi 
Salumi dal Veneto, come la famosa soppressa
Salumi di cinghiale
Una sfilata di liquirizia, tra cui quella biologica
Cioccolato, come quello del Piemonte e quello siciliano, di Modica
Decisamente poco biologici, ma simpatici da fotografare perchè tutti colorati, i macarons!


La fiera Milano Sapori non finisce qui...vi aspetto domani per la seconda parte! 

mercoledì 10 dicembre 2014

Passeggiando per la fiera dell'artigianato di Milano (prima parte)


Ciao, dalla Fiera dell'Artigianato!
Sabato scorso, come ogni anno, ho visitato la Fiera dell'Artigianato alla FieraMIlano, e mi sono divertita un sacco! Per chi non avesse avuto occasione di farci una capatina si tratta di una delle fiere più grandi e interessanti sul fronte dell'artigianato nazionale, specie dal punto di vista alimentare. In verità ci sono padiglioni di tutto il mondo ma come novità e innovazione è sicuramente il nostro paese a farla da padrone, forse perché gioca in casa. Do giusto due numeri per rendere l'idea: otto sono i padiglioni, che restano aperti per dieci giorni (dal 29 novembre all'8 dicembre), 3.000 espositori con 150 mila prodotti in esposizione. Mi ci sono volute ore per girarla e purtroppo non sono riuscita a farla tutta perché c'era una calca pazzesca! 


L'entrata di FieraMilano a Rho-Pero

Ma veniamo subito alle belle novità di quest'anno, e anche qualche delusione, ahimé.. Le regioni che mi hanno dato più soddisfazione sono state la Sardegna, la Sicilia, la Puglia e il Piemonte. Hanno portato prodotti che fanno parte della grande tradizione ma con una marcia in più, vediamone alcuni con delle foto che ho scattato qua e là.

Sardegna: il torrone senza glutine


Il torrone è un cibo che suscita sempre interrogativi per chi soffre di celiachia perché può contenere gli ingredienti più svariati, alcuni allergizzanti. Quindi è bene stare attenti e affidarsi ad aziende che lo producono ad hoc e lo specificano in etichetta. La Sardegna è nota per il suo famigerato torrone di Tonara, paese di montagna del nuorese che produce molto miele e non ha mai aggiunto una goccia di zucchero o sciroppo di glucosio al suo prodotto. Solo miele sardo al 100%. Ma la tradizione, anche se rispettata, non basta più. Ed ecco comparire il torrone al mirto, al limoncello, al miele di castagno, e infine - new entry - quello senza glutine. 

I salumi senza glutine e lattosio

Salumi senza lattosio e glutine della Puglia

Salsiccia sarda moderna: ora è senza lattosio e senza glutine!
Salumi piemontesi al cervo, al barolo, al tartufo, senza lattosio e glutine
Anche sul versante dei salumi ci sono delle inaspettate novità. Proprio l'altra sera chiacchieravo con un'amica intollerante al lattosio e di quanti problemi si incontrino non tanto nei latticini (ormai sono tanti i prodotti ad alta digeribilità), quanto in altri alimenti dove il lattosio si "nasconde" perché è inserito in porzioni minime e lo trovi solo in fondo alla lista degli ingredienti. Per fortuna che il mercato sta cambiando e sta venendo incontro alle esigenze di tutti. Alla fiera ho notato parecchi stand, specie delle regioni vocate ai salumi, in cui ogni tipologia è garantita contro le intolleranze. Il salame classico pugliese, la salsiccia sarda, i salumi al barolo e al cervo piemontese, una buona parte è stata prodotta secondo questi nuovi criteri e non ha glutine e lattosio. Questo non deve poi essere la scusa per affettare e affettare e affettare... :).

Il pane non mi gonfia!

Il pane carasau o carta da musica diverso dal solito...

Pane carasau senza glutine
Il pane del sud Italia è davvero eccellente, del resto proviene da una tradizione millenaria nata proprio in Grecia e a Malta, terre del Mediterraneo. Quindi chi non conosce la famosa carta da musica o pane carasau della Sardegna? in certi paesi vengono ancora fatti a mano dalle nonnine e ogni produttore cuoce tutto rigorosamente nei forni a legna. Vista quindi la granitica tradizione mai avrei pensato di trovare dei pani sardi pensati per le esigenze del 2000...ora si possono tranquillamente comprare il pane carasau al kamut, al farro, rigorosamente biologici, senza lievito e senza glutine. Ci sono infinite possibilità di varianti! 

I dolci buoni anche per la salute

Milano presenta sua eccellenza il panettone, ma fatto con lievito madre e senza additivi e conservanti
Un panettone artigianale davvero coi fiocchi!
Sebadas, dolce sardo ripieno di pecorino filante; adesso senza lattosio!
Ai dolci è difficile rinunciare, specie sotto le feste. Alcune aziende l'hanno capito e han deciso di realizzare idee che soddisfino tutti. A me il panettone piace parecchio e questo visto alla fiera mi ha colpito perché ha tutti i crismi del passato: è frutto di un lievito madre e non gli è stato aggiunto niente, né conservanti, né additivi. Certo non è fatto per restare dentro una scatola per mesi e mesi, ma se è buono finisce prima, no? Le sebadas invece sono dei dolci tipici sardi fatti di una pasta morbida che contiene pecorino sardo freschissimo. Si cuociono in padella in poco olio di oliva e si cospargono di miele (o zucchero) prima di servirle in tavola. Il loro problema era certamente il lattosio del pecorino...ma et voilà, le hanno fatte senza! 

Il biologico per noi è la norma!

Vi mando un saluto da un pittoresco stand della Sicilia
Erbe aromatiche e oli dalla Sicilia, rigorosamente bio
Come dire di no agli assaggi? Mamma, quanti ne ho fatti!

I vini e la pasta bio della Puglia
Le aziende vocate al biologico sono sempre più presenti alle fiere gastronomiche. Dalla fiera di Milano si può già capire qual è la regina del bio come produzione: la Sicilia. E' una terra che cerca sempre il massimo nella qualità, a partire dalle tecniche agricole, alla produzione e presentazione del prodotto finito. Gli stand della Sicilia erano bellissimi, colorati, allegri, pieni zeppi di profumi inebrianti di olii e spezie. Qui ho potuto assaggiare l'olio di oliva bio, le creme di pistacchio, annusare il profumo dell'origano e dei peperoncini piccantissimi. Il buon sapore mi è rimasto impresso nel palato mentre le mie papille gustative facevano la ola!

A domani per la seconda parte!