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giovedì 28 maggio 2015

Evviva, gli Whoopie Pies!



Dovevo partecipare a una piccola festa tra amici in cui ognuno doveva portare qualcosa, così mi è venuta l'idea di stupirli con un dolcino straniero che ancora in pochi conoscono. Gli Whoopie Pies, cioè dei tortini morbidi al cacao farciti con la crema al formaggio. Appena li hanno visti hanno sgranato gli occhi e la prova assaggio è stata superata brillantemente! Tutti mi hanno chiesto da dove arrivano questi dolcini e la risposta è presto detta: sono di origine americana, di preciso appartengono alla tradizione Amish, ovvero un popolo di circa 200.000 persone che vive in alcune zone degli States, famosi perché rifiutano la tecnologia e il progresso. 

Dalla tradizione Amish, nascono i buonissimi Whoopie Pies!
Sono divisi in comunità, e campano senza elettricità, acqua corrente e con una cultura fortemente religiosa. I primi Amish sono nati in Svizzera, a metà del XVI secolo. Poi, in seguito alle persecuzioni religiose, sono immigrati in massa nel Nuovo Mondo e qui hanno fondato le loro colonie lasciando intatta tutta la tradizione delle origini. I giovani in genere si sposano altri giovani Amish, ma in verità non sono obbligati a restare. Dopo i 21 anni sono liberi di lasciare la comunità e avventurarsi per il mondo, anche se immagino che cambiare in modo così radicale sarà davvero difficile per loro. 

Gli Amish vivono nelle zone rurali degli Stati Uniti; sono divisi in comunità secondo forti regole religiose. A oggi se ne contano circa 200.000 e vivono senza elettricità, auto, tv e computer. Ma i giovani, a 21, possono scegliere di abbandonare la comunità e farsi la propria vita nel mondo moderno. 
Ma torniamo ai nostri Whoopie Pies; la parola Whoopie corrisponde pressapoco al nostro Evviva! perché l'usanza vuole che le mogli Amish mettano nei cestini del pranzo dei loro mariti, che vanno a lavorare i campi, uno di questi tortini e quando lo trovano esclamano contenti "Whoopie!!!". 

Un ingrediente fondamentale per gli Whoopie Pies è il cacao; per questa ricetta ho usato il cacao S.Martino, ha un aroma deciso, una consistenza fine ed è senza glutine.
Un pizzico di levito naturale per una ricetta così tradizionale; questo della S.Martino è base di cremor tartaro, come usavano le nostre nonne!
Come crema di farcitura ho messo la frosting, cioè la tipica crema americana a base di formaggio cremoso dolcificato con zucchero e vaniglia, ma se volete potete fare invece una crema al burro, anch'essa molto apprezzata dalla pasticceria americana. E ora Whoopie!!!

Ingredienti per circa 15 tortini:

Farina 00 250 grammi
60 grammi di cacao amaro in polvere
250 ml di latte (se preferite c'è la variante col latticello: spruzzate mezzo limone nel latte e lasciate riposare per un quarto d'ora coperto). 
170 grammi di zucchero
120 grammi di burro ammorbidito
un uovo
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un cucchiaino di lievito per dolci 
vaniglia

Per la crema frosting:

400 grammi di formaggio cremoso tipo Philadelphia
8 cucchiai di zucchero a velo
vaniglia in polvere


Preparazione:

Iniziate a lavorare il burro con lo zucchero, fino a crema. Aggiungete l'uovo. Poco alla volta incorporate la farina, il cacao, la vaniglia e infine il lievito e il bicarbonato. Ora mettete il latte e lavorate col mixer. Deve diventare un impasto cremoso ma denso, che si attacca al cucchiaio. 


Fate tante palline di impasto sopra una teglia foderata di carta forno (aiutatevi con due cucchiai!); modellatele con le dita umide per farle a mo? di tortino. 


Fate cuocere in forno pre-riscaldato a 190° per 10 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare. 


Nel frattempo preparate la crema: in una ciotola montate col  mixer il formaggio, la vaniglia e lo zucchero a velo. Deve diventare ben densa. 


Ora farcite gli Whoopie come fossero panini, conservateli in frigo per un paio d'ore per far rassodare la crema. Saranno gustosissimi!!!




                                                                                                          Scarica qui la tua ricetta in PDF!

venerdì 12 dicembre 2014

Recensione: crema di nocciola Papa dei Boschi


Crema di nocciola Papa dei Boschi: una piacevole scoperta per me che "litigo" con gli ingredienti delle creme spalmabili
Oggi, come promesso, volevo parlare del prodotto strepitoso che ho scoperto qualche giorno fa alla Fiera dell'Artigianato. Si tratta di una crema alla nocciola e cacao che è la fine del mondo e non lo dico con facili entusiasmi, infatti è meglio che faccia una premessa. So benissimo quanto la gente apprezzi molto la nutella, per cui non odiatemi se affermo che non ne vado pazza. Riconosco che è buona e ha una cremosità perfetta, adatta ad essere spalmata o ad affondarci le dita, ma il fatto che contenga gli oli vegetali (immagino possano essere di palma e cocco) e una percentuale alta di zucchero rispetto alla nocciola non mi aiuta a farmela piacere come tanti aficionados. 

La consistenza è cremosa e si scioglie in bocca 
Ma siccome non demordo mai, dovunque metto piede, pesco qualcosa di nuovo e interessante e porto a casa. Finora nessun prodotto aveva superato la terribile prova dell'assaggio!!! O erano troppo pastose, o non sapevano di niente, o si sentiva la prevalenza del cacao...insomma la caccia alla crema di nocciola perfetta era rimasta aperta...ma cammina cammina per i corridoi della fiera cosa ti trovo? uno stand, non particolarmente affollato, dallo stile semplice e pochi prodotti in vendita. 

La prova del cucchiaino: morbida e non stucchevole, prevale - come è giusto che sia - il sapore della nocciola sugli altri ingredienti
Per un istante lascio perdere l'affabile promoter che mi propone un assaggio e mi catapulto a leggere la lista degli ingredienti...ci resto stupita...non vedo grassi vegetali, non trovo grassi animali preoccupanti, e la nocciola figura al primo posto addirittura davanti allo zucchero (ciò significa che la percentuale delle nocciole supera quella dello zucchero perché nelle etichette, per legge, si devono nominare gli ingredienti in ordine di quantità). 

Si spalma perfettamente e contiene il 55% di nocciole Piemonte IGP, senza l'aggiunta di grassi vegetali...miracolo!!!
Mmmhh...davvero non male ho pensato, ora vediamo com'è...la ragazza prende un cucchiaino, lo affonda nel barattolo e me lo porge: annuso. Profumo di nocciola a ciel sereno. Il colore è marroncino chiaro e l'apparenza cremosa. Decido di assaggiare. Sento nel palato un rotondo sapore di nocciola che mi avvolge, la crema si scioglie in bocca senza lasciare grumi o fare l'effetto palla in bocca, l'aroma del cacao si sprigiona in maniera gentile, non scavalca la nocciola. Lo zucchero si sente abbastanza, ma non è stucchevole, accompagna ancora una volta la nocciola che rimane sempre prevalente. Accipicchia cosa ha trovato, lo compro senza più dubitare, finalmente mi porto a casa la nut-cream adatta ai miei gusti "di rompiscatole esigente". Giudicate voi dalla lista degli ingredienti (come scritto sull'etichetta):

  • Nocciola Piemonte IGP al 55%;
  • zucchero;
  • latte in polvere scremato;
  • cacao magro in polvere;
  • vaniglia bourbon;
  • emulsionante: lecitina di soia senza OGM.
L'azienda agricola che la produce si chiama Papa dei Boschi, ha sede in un piccolo paese dell'Alta Langa, Lequio Berria, a 700 metri di altezza, in una zona vocata alla produzione della nocciola piemontese IGP. Chi dirige l'azienda è la famiglia Noè che, da tre generazioni, coltiva il nocciolo (chi coltiva le nocciole si chiama corilicoltore)  e questa crema la creano con le nocciole di loro proprietà. Si tratta di un'impresa familiare, certamente piccola ma che, grazie alla sua semplicità, ha pensato di puntare sulla qualità. 

Il mio barattolo sta già finendo...mi viene da piangere, sigh!
Dopo tanti mesi di ricerca posso tirare un sospiro di sollievo e godermi finalmente una crema di nocciola e cacao senza temere grassi malsani per le mie arterie e con un sapore degno del suo nome che sa valorizzare la vera principessa di questa specialità, la nocciola, e non lo zucchero o il cacao.